"Foto compromettenti": l'ombra dell'estorsione su Caceres

Il nome di Caceres spunta tra le carte di un'inchiesta sulle infiltrazioni della 'ndrangheta nella curva bianconera: forse vittima di una tentata estorsione

Caceres, protagonista delle rete bianconera

Una storia strana quella di Martin Caceres. Il nome dell'ex bianconero spunta tra le carte di un'inchiesta sulle infiltrazioni della 'ndrangheta nella curva bianconera. Gli inquirenti si sono trovati davanti un'intercettazione telefonica in cui emergerebbe un ricatto ai danni di Caceres. Di fatto la vicenda, ricostruita da La Stampa, comincia quando il padre di una ragazza minorenne si presenta ai cancelli di Vinovo. L'addetto che lo riceve alza il telefono e chiama qualcuno in società: "E’ urgente. Questo papà sostiene che qualche calciatore se la fa con la figlia minorenne". Il calciatore sarebbe appunto Martin Caceres. Così gli inquirenti decidono dia llargare "l'ascolto" anche ai familiari della ragazza. Al punto da scoprire che probabilmente qualcuno volesse estorcere del denaro al giocatore minacciando di avere video e foto compromettenti in compagnia della ragzza e di vendere tutto per 20mila euro ad un'agenzia giornalistica. “Anche se la famiglia non sembra avere rapporti con gli esponenti della compagine criminale su cui si indaga – si legge negli atti – le modalità di contatto con il personale della società inducono a ritenere che lo stesso (il padre, ndr) possa essere in relazione con gli ambienti ‘ndranghetistici e abbia ideato una probabile estorsione ai danni dei calciatori e dei dirigenti sportivi”.Il padre avrebbe detto di cercare Caceres per “guardarlo in faccia e rimproverarlo”. “Sono un padre”, avrebbe spiegato alla security della Juve. “Ho le sue foto in auto…”, avrebbe aggiunto al telefono negando però agli inquirenti qualunque responsabilità su un tentativo di estorsione. Insomma a quanto pare il giocatore sarebbe stato vittima di una richiesta di denaro. Intanto, come riporta la Stampa, nell'attesa di fare chiarezza sulla vicenda le intercettazioni non sono state stralciate e le indagini non sono ancora chiuse.