La Francia mette al bando lo spreco: il cibo avanzato non va distrutto

I negozi potranno scegliere tra donare il cibo agli enti caritatevoli o usarlo per sfamare gli animali

Sembra in fondo una scelta di buon senso quella fatta dal parlamento francese, che ha votato all'unanimità per mettere al bando lo spreco alimentare, con una legge che obbligherà gli esercizi commerciali a riutilizzarli se ancora commestibili, piuttosto che distruggerli.

La nuova norma fa parte di una legge più ampia sui temi ambientali ed energetici e obbligherà i supermercati a donare l'invenduto alle organizzazioni caritatevoli o a utilizzarlo come mangime per gli animali o composto per l'agricoltura.

"È scandaloso vedere versare candeggina nella spazzatura dei supermarket insieme a prodotti ancora commestibili", ha detto Guillaume Garot, membro socialista del parlamento e sponsor della legge, sostenendo che al momento molti esercizi buttano cibo che può ancora essere consumato.

In Francia si buttano in media tra i 20 e i 30 chili di cibo all'anno per persona, per un valore stimato tra i 13 e i 22 milioni di dollari. Il governo vuole ridurre della metà queste cifre da qui al 2025.

Per quanto positiva, la legge ha attirato alcune critiche, soprattutto da chi sostiene che concentrarsi sulla grande distribuzione non sia sufficiente. L'equivalente francese della Federcommercio sostiene che così si prenda di mira soltanto il cinque percento dello spreco totale.

Commenti
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sekhmet

Ven, 22/05/2015 - 11:37

In un negozio di alimentari, o nel reparto alimentari di un supermercato, è possibile che vi sia dell'invenduto, divenuto non più commestibile. Quello che non va è che a buttare il cibo nelle spazzatura siano le famiglie. Per formazione mentale -e non per micragnosità- tanto nella mia famiglia, quanto in quella di mia moglie si è sempre dato al cibo un valore particolare e sono contento che solo rare circostanze ci abbiano costretti a farne spazzatura. Sostengo che non sia difficile programmare gli acquisti in base alle esigenze, specialmente se si tratta di prodotti a rapida deperibilità, limitando così anche sacrosanti, ricorrenti piagnistei sullo spreco delle risorse alimentari. Buon appetito. Sekhmet.

Marcobaggio

Ven, 22/05/2015 - 15:42

Ma il libero arbitrio di una persona che fine ha fatto in questa Francia socialista o dovrei dire Italia se non addirittura Europa sociale-socialista?In fondo il cibo me lo sono comprato io con il mio denaro,e se questo io lo voglio buttare dovrei essere libero di farlo.Faccio male? sono sempre cavoli miei,e tali devono rimanere.

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Quasar

Ven, 22/05/2015 - 17:12

Quindi se mi spaccio per un animale quale a tutti gli effetti sono posso avere le confezioni alumentari in scadenza al supermercato.

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Quasar

Ven, 22/05/2015 - 17:18

Sono un cane musulmano, ho diritti non doveri.

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HEINZVONMARKEN

Sab, 23/05/2015 - 09:09

speriamo pure da noi

VittorioMar

Sab, 23/05/2015 - 09:22

Molte associazioni italiane lo fanno già da molto tempo,non è una novità!!