Galeotto fu il commento del pm

Il pm Nino Di Matteo, durante la requisitoria al processo per la presunta trattativa Stato-mafia ha, tra le altre cose, chiosato: «Si rassegnino certi commentatori...».

Un pm che, nel processo, rivolge le sue considerazioni all'esterno, e nel caso specifico a giornalisti, non solo tradisce la sua funzione, ma rivela la totale assenza di distacco ed equilibrio che dovrebbe contrassegnare anche e sopratutto il lavoro di un magistrato requirente. Un pm non deve rispondere o dare conto della sua azione ai giornalisti, ma sostenere l'accusa nel e non fuori dal processo. Nel momento in cui lo fa dimostra come più che all'accertamento della verità sia in realtà interessato al dibattito sulle sue prospettazioni accusatorie. Queste sue considerazioni rivelano come Di Matteo sia ormai inequivocabilmente un protagonista della scenario politico più che un magistrato. Essa infatti sfugge alle ragioni storiche di cui io fui testimone e protagonista: prima della fine del 1993 l'idea di un partito era del tutto estranea a Berlusconi. E quando si configurò l'intenzione del futuro leader, i protagonisti da lui immaginati e contattati erano Segni e Martinazzoli. Il dato è storico. Nella tendenziosa ricostruzione dell'accusa la nascita di Forza Italia (che risale al 1994) era già in embrione nei primi mesi del '92. Falso. Il pm Tartaglia cita Ezio Cartotto: «Subito dopo il delitto Lima Dell'Utri mi incaricò di creare dei comitati di partecipazione». Non sappiamo a che cosa. Certamente non a un partito.

Commenti

asalvadore@gmail.com

Lun, 18/12/2017 - 16:11

É ovvio, lo vedremo in politica. Questi avvocati scelgono la magistratura per farsi un nome che gli faciliti entrare nella politica. La nostra esperienza é stata sempre la stesa, cattivi magistrati prima e pessimi politici poi. Abbiamo bisogno di una legge che proibisca a un ex magistrato occupare posizioni politiche pubbliche.

corivorivo

Lun, 18/12/2017 - 16:43

Ahi Nino, vituperio delle genti, poi che i superiori vicini a te punirti son lenti.

stesicoro

Lun, 18/12/2017 - 16:43

Ribadisco e sottolineo cento volte il concetto di "asalvadore": c'è necessità, assoluta necessità, di una legge che proibisca a un ex magistrato di occupare posizioni politiche pubbliche. C'è qualche gruppo politico che abbia "il fegato" di farne la propria bandiera?

VittorioMar

Lun, 18/12/2017 - 17:44

..ORMAI SI SANNO DELEGITTIMARE COSI' BENE DA SOLI,CHE OGNI COMMENTO E' SUPERFLUO !!

Rottweiler

Lun, 18/12/2017 - 18:26

Se un magistrato entra in politica, i processi degli ultimi 10 anni a cui ha preso parte dovrebbero essere rivisti da un collegio, e nel caso riaperti. Con una norma del genere, non ci sarebbero grasso dipietro demagistris vudcoc emiliano e tutti i rossi......

Ritratto di Adriano Romaldi

Adriano Romaldi

Lun, 18/12/2017 - 19:07

Questi Magistrati ormai non hanno la bussola; altro che requisitorie. Shalòm e Forza Italia.

precisino54

Lun, 18/12/2017 - 19:35

L'idea di Rottweiler pare interessante per alcuni aspetti, tra l'altro l'impossibilità di lanciarsi nell'agone sfruttando la visibilità data dalla toga, ma anche la possibilità di inquisire per erodere il consenso altrui. Di Pietro, Emiliano, De Magistris, sono tra i tanti che senza alcuna "quarantena" sono transitati ma in quei casi omettendo di svolgere con il dovuto zelo alcune inchieste. Solo Ingroia ha toppato in questa particolarissima migrazione.

precisino54

Lun, 18/12/2017 - 21:02

X Adriano Romaldi; delle volte purtroppo pare proprio che la bussola l'abbiano, il punto ahimè e che la direzione indicata è quella opposta a quanto utile per la comunità.

Ritratto di onefirsttwo

onefirsttwo

Mar, 19/12/2017 - 10:12

Caro Vittorio , hai ragione : ma il punto è : come se ne esce ? : difficile che i latini risolvano un problema che sia uno : sempre ad altri spetta farlo : una soluzione è coinvolgere l'Europa : un'altra soluzione è il distacco dall'Europa e l'aggregazione all'Unione NordAfricana : chissà che trattandosi di qualcosa di Nord non riesca risolvere . Yeeeeeeeeeaaaaaaaaaaaaaaaahhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh .

Marcello.508

Mar, 19/12/2017 - 12:51

"Un pm che, nel processo, rivolge le sue considerazioni all'esterno, e nel caso specifico a giornalisti, non solo tradisce la sua funzione, ma rivela la totale assenza di distacco ed equilibrio che dovrebbe contrassegnare anche e sopratutto il lavoro di un magistrato requirente. Un pm non deve rispondere o dare conto della sua azione ai giornalisti, ma sostenere l'accusa nel e non fuori dal processo." Non la prenda male, Di Matteo: Sgarbi, almeno in questa circostanza, ha ragione da vendere. Certo protagonismo, come lo abbiamo anche osservato ai tempi di mani pulite, non fa un buon servizio alla magistratura. Il riserbo, questo sconosciuto? Fate vobis.

squalotigre

Mar, 19/12/2017 - 12:56

Un PM come Di Matteo, dopo la tranvata presa quando la Cassazione nel 2016 ha assolto definitivamente il Gen. Mori dall'accusa infamante di essersi accordato con Provenzano garantendogli una sorta di immunità in cambio della cattura di Riina, dovrebbe essere invitato ad occuparsi della mungitura delle vacche. Anche se queste ultime non sarebbero contente. Invece continua con la storia della trattativa che non sta né in cielo né in terra e fregandosene della Procedura che non ammette che una persona possa essere giudicata due volte per lo stesso reato, continua ad accusare il Gen. Mori ed altri. Questo può succedere solo in Italia e può essere consentita solo ad un funzionario dello stato che appartiene alla casta dei magistrati che quando sbagliano anziché essere cacciati, vengono promossi, e per i quali il Codice di Procedura è un optional.

gcf48

Mar, 19/12/2017 - 13:08

anche io trovo più che giusta la proposta di Rottweiler

Ritratto di Leo Vadala

Leo Vadala

Mar, 19/12/2017 - 15:07

Spiacente, ma debbo andare contro corrente. Se si vuole proibire ai magistrati di entrare in politica, perche' non proibire anche agli avvocati di entrare in politica? Ambedue le professioni fanno parte della "giustizia". E gia' che si siamo, perche' non proibire ai giornalisti di entrare in politica? Anche loro si occupano di "giustizia" e anche loro - SPECIALMENTE loro - la vedono da un solo punto di vista, il punto di vista di chi li paga.

precisino54

Mer, 20/12/2017 - 14:15

X Leo Vadalá; il tuo commento mostra indubbiamente dove sia il vulnus nel caso in cui un magistrato si dia alla politica senza un minimo di stacco temporale. La questione sta tutta nella vituperata norma dell'obbligo dell'esercizio dell'azione penale nella cui ombra si sono concretizzate le più immonde sconcezze.in quanto l'intasamento delle pratiche ha di fatto trasformato questo obbligo nella arbitrarietà di scegliere la vittima da "massacrare" sul semplice sussurro, magari suggerito, di chiunque.