Gallipoli, movida a rischio per presunte irregolarità

Nel Salento molti sono stati i casi di strutture estive finite nel mirino della magistratura per presunte irregolarità

Se per Pasqua la Puglia si è attrezzata al meglio da un punto di vista culturale per attrarre turismo qualificato, tra le mostre di Chagall, Leonardo Da Vinci e Oliviero Toscani, rischia di rimanere a secco, in proiezione estiva, con il grande afflusso di presenze ormai dato consolidato, ad esempio, nel Salento.

Movida in pericolo per l'estate quasi alle porte causa situazioni legali poste sul cammino di realtà come il "Tresòr", cockail bar e ristorante sul lungomare di Gallipoli, diventato ormai una "patata bollente", dopo l'evolversi di una vicenda giudiziaria che ha coinvolto le corti d'Appello e Cassazione.

Come si legge sul "Nuovo Quotidiano di Puglia", la Suprema Corte ha annullato la condanna in Appello dei due imprenditori proprietari del locale, ritenendo necessaria una nuova decisione del tribunale di secondo grado. Il processo è da rifare.

Sulla vicenda processuale relativa alla regolarità della struttura sul mare, i due cittadini di Gallipoli erano stati assolti in primo grado dalle accuse di occupazione abusiva di demanio marittimo, realizzazione di opere in zona sottoposta a vincolo paesaggistico, in assenza di autorizzazione o in difformità da essa. La sentenza era stata impugnata dall’allora procuratore aggiunto Ennio Cillo, che in appello aveva ottenuto la condanna dei due imprenditori i quali hanno fatto ricorso alla Cassazione.

La Suprema Corte ha messo in discussione la sentenza d’appello perché i controlli alla struttura sono stati effettuati una settimana prima dell'apertura nel 2011. Quindi, in teoria, in tempo per mettere la struttura a norma di legge per l'apertura.

Intanto si teme che, come effetto domino, tutte i siti che potrebbero essere non a norma, rispetto al fatto di avere strutture stagionali smontabili (lidi, bar, luoghi di ristorazione), possano incontrare problemi e seguire la stessa sorte del "Tresòr" e quindi che l'estate salentina della movida notturna possa subire un pesante ridimensionamento.