Garofano: "Dna non è di Stasi? Traccia inutile"

Svolta nel caso di Garlasco: sotto le unghie di Chiara non c'è il Dna di Stasi. Ma l'ex comandante del Ris frena su una possibile riapertura del caso

"Io non credo assolutamente si tratti di una svolta perché quel Dna è stato esaminato nel corso del secondo giudizio d'appello e la perizia concludeva con una presenza di Dna attribuibile alla vittima e in parte ad un uomo che non è possibile identificare, non escludendo che appartenesse all'imputato. Non credo assolutamente che quel profilo possa portare ad un'identificazione certa".

Lo dice in un'intervista a Radio Monte Carlo, il Generale Luciano Garofano ex Comandante del Ris, che seguì molto da vicino il caso Garlasco, oggi tornato al centro della cronaca per i risultati di una perizia della famiglia Stasi che evidenzierebbe un nuovo profilo di Dna trovato sotto le unghie di Chiara Stasi. "Non capisco quale elaborazione sia stata utilizzata e che aspetti abbia evidenziato ma comunque andava fatta prima dell'appello, quelle analisi non sono più ripetibili. Quella prova - spiega a Rmc News il generale Garofano - è stata discussa a tempo debito e oggi non è possibile recuperare niente di più di quanto fatto allora. Si tratta di una piccola parte, cromosoma Y, cioè maschile, che non permette nessuna nuova identificazione". In conclusione per l'ex comandante dei Ris: "Nessuna nuova verità processuale può arrivare, non si può andare oltre i limiti di quel risultato e la prova di cui si parla oggi non è sufficiente a riaprire alcunché" dice a Radio Monte Carlo il generale Luciano Garofano.

Commenti

gigetto50

Lun, 19/12/2016 - 16:02

....insomma...mi pare di leggere che nessuno sa esattamente di chi é quel DNA..e se non si puo' stabilire di chi é, é senz'altro é di Stasi..anche perché é stato condannato evidentemente per altri pesanti indizi........maaahhhh....

dondomenico

Lun, 19/12/2016 - 16:49

Caro gigetto50, io non sono un giurista, sono una persona normale che vede le cose in maniera normale. Ai tempi di Cogne pensai che una mamma a cui avevano assassinato il proprio figlio non era normale che dicesse al marito, appena giunto , andiamo a fare un altro figlio! Come non mi sembra normale che lo Stasi, dopo aver appena visto il cadavere della sua fidanzata, telefonasse ai Carabinieri dicendo che c'era una persona in una pozza di sangue! Alla domanda dei Carabinieri: Di chi si tratta? Risposta dello Stasi: è la mia fidanzata. A Roma direbbero: A Gige' ma te sembra normale tutto questo?

Dordolio

Lun, 19/12/2016 - 17:38

Dondomenico, non si faccia suggestionare dalle sue proprie convinzioni. Bastasse quanto lei dice per assolvere o condannare qualcuno (le sensazioni....) staremmo freschi. La gente reagisce (visto da me) a situazioni estreme in modo talvolta incredibile, o riconducibile a meccaniche e vissuti personali a noi del tutto ignoti. Ha però ragione indirettamente su un aspetto: probabilmente Stasi è stato condannato perchè antipatico e "con gli occhi di ghiaccio..." (In realtà è solo molto miope!!!)

gigetto50

Lun, 19/12/2016 - 17:45

....eeehhh..cosa passa per la testa alle persone in certi momenti. Comunque non sapevo del dettaglio della telefonata. Ho letto solo di questo fatto del DNA come da intervista al Generale, sempre che questo articolo riporti fedelmente quello che ha detto. Nonostante in macchina io sia sempre sintonizzato su RMC, quell'intervista mi é sfuggita.

Raoul Pontalti

Lun, 19/12/2016 - 18:04

Si tratta di DNA non attribuito ad alcuno (in particolare lo Stasi) perché non attribuibile per sostanziale illeggibilità del reperto. Il fatto che non possa essere attribuito allo Stasi non significa affatto che debba attribuirsi ad altri. Ciò che viene concordemente da accusa, difesa e parte civile giudicato non attribuibile e quindi inutilizzabile non può poi essere attribuito a persona da determinare.

tzilighelta

Lun, 19/12/2016 - 18:21

Anche l'avvocato Taormina a Cogne aveva scoperto nuove tracce che portavano dritto al vero colpevole, è finita che il team, di parte, che ha fatto i rilievi si è beccato una denuncia per falso ideologico!

Dordolio

Lun, 19/12/2016 - 18:38

Gigetto, moltissimi anni fa un'amica mi raccontò della morte del padre a cui era legatissima. E della freddezza glaciale con cui reagì all'evento. Le chiesi ragione della cosa e mi diede una risposta che rammento ancora: "Mi sembrava che stessero parlando di un altro, non di lui. L'insieme mi risultava del tutto irreale e non riuscivo ad elaborarlo in alcuna maniera. E mi comportai come se la cosa non mi riguardasse affatto. Dopo, molto dopo, presi piena coscienza dell'evento. E mi comportai di conseguenza quando attorno a me non c'era ormai più nessuno"....

Dordolio

Lun, 19/12/2016 - 19:01

Ottima la spiegazione del Pontalti, che dimostra chiaramente come funziona il meccanismo. A quanto pare (salvo smentite) pare che improvvisamente OGGI una attribuzione la si possa dare, intanto in senso negativo (NON è di Stasi). Ma con esami più approfonditi si è in grado di puntare ad una sorta di DNA familiare che ricondurrebbe ad un amico della vittima. Un po' come si fece con Bossetti inizialmente. Ma con Bossetti la cosa piaceva, con Stasi no. Banalmente: se ne sono fregati tutti di approfondire la faccenda nei vari gradi di giudizio. Per incapacità o per interesse.

Anonimo (non verificato)