La gauche perde ma festeggia per oscurare il ciclone Le Pen

I socialisti esultano perché il Front National non è il primo partito La realtà è che ha ottenuto il risultato migliore della sua storia

Al premier francese che si rallegrava nel vedere l'estrema destra non ancora primo partito di Francia ha risposto ieri il ministero dell'Interno, con i dati ufficiali che mostrano la penetrazione senza precedenti del Front National. In testa in 43 province, ancora in corsa in oltre 1.100 cantoni su 1.900, sarà solo il sistema di voto a doppio turno ad evitare domenica la vague Bleu Marine. Il consenso, però, resta. Come il radicamento. Tanto da far affermare al quotidiano Libération che esistono ormai «Tre France».

Ai ripari è corso lo stesso primo ministro Valls, chiedendo ai «Repubblicani» di votare un qualunque candidato, socialista o gollista, pur di evitare sorprese al secondo turno. «Il voto a favore del Fn non è semplicemente un voto di contestazione, ma di adesione» alle sue idee, ammette Nagib Azergui, fondatore del partito Union des Democrates Musulmans Francais (Udmf), tra i più duri sostenitori dei j'accuse con cui la gauche e la comunità islamica hanno tentato di debilitare il Front National in campagna elettorale: Le Monde , i settimanali L'Express e L'Obs hanno smontato le candidature lepeniste facendo emergere leggerezze di gestione del potere della famiglia Le Pen; pescando dichiarazioni tra quelle dei candidati più discutibili, accusati di razzismo, antisemitismo, omofobia, che invece hanno convinto ampi strati di Francia a credere ai Bleu Marine, al loro programma e non alle campagne di stampa. Un elettorato fino al 2012 in prevalenza maschile, secondo Europe 1 ora le donne del Front superano il 30%. Basta entrare nelle case di semplici cittadini francesi per capire quanto sia rischiosa la strategia di Valls, che di fatto accusa gli elettori di Marine Le Pen d'essere anti-repubblicani. Una pensionata senza tessere di partito tacciata d'essere contro il proprio Paese, dopo anni di lavoro nel settore pubblico risponde così: «Il premier non ha capito che il problema è tra chi fa le cose e chi, semplicemente, non le fa». Tanti sono gli anziani che votano Front. In aumento anche i giovani: impegnati, per esempio, nel volontariato territoriale. L'invito di Valls può essere dunque un boomerang, che trasforma semplici elettori del Front in militanti che ne accrescono il consenso. Ci ha pensato il direttore di Libération a riportare la gauche sulla terra, cambiando la prima pagina a tarda sera, dopo lo scrutinio, spiegando che il Front non ha sbancato come si attendeva, ma ha comunque consolidato il consenso e ottenuto il più grande risultato di sempre. Anzi, per la prima volta rischia di guidare cinque o sei Province.

In casa Ump, nonostante il miracolo di Sarkozy – che probabilmente riuscirà a strappare alla gauche almeno una quindicina di Province – si festeggia: primo partito grazie al tandem con i centristi dell'Udi. E se al Ps di Hollande resta un premier che invita i «Repubblicani» a votare un candidato qualunque, i neogollisti vantano un leader in grado recuperare cinque punti in poche settimane, coerente col suo «né con gli uni, né con gli altri». Un Sarkozy che nonostante processi in tribunale e anime stanche di vedere sempre il «capo» prendere decisioni per tutti nel partito ha ottenuto comunque un buon risultato, in soli cinque mesi di ri-presidenza Ump. Ai sostenitori di madame Le Pen restano due anni per fare campagna per l'Eliseo. A lei, Twitter per rincuorarsi: «Avevo detto che il 20 sarebbe stato un buon risultato, il 25 sarebbe un trionfo». Chiude col 25,19% e in vista del secondo turno a Sarkozy lancia il guanto di sfida per un dibattito tv.

Twitter @F_D_Remigis

di Francesco De Remigis

da Parigi