Genny Cesarano fu ucciso per errore dai clan, quattro arresti

Il 17enne napoletano a settembre di due anni fa perse la vita durante un raid dei clan per "punire" un affronto subito. Il Comune di Napoli si costituità parte civile.

Hanno un volto i presunti assassini di Genny Cesarano, il 17enne ucciso per errore a Napoli in una sparatoria a piazza Sanità. Quattro persone sono state arrestate nell’ambito dell’inchiesta sulla morte del ragazzo, avvenuta nel settembre del 2015.

L’inchiesta, condotta dalla Procura di Napoli, s’è avvalsa della collaborazione di un ex boss, Carlo Lo Russo. L’episodio che costò la vita al 17enne napoletano, stando alle ricostruzioni dei magistrati, è da iscrivere nella guerra tra bande per il controllo del territorio, la sparatoria si ebbe per vendicare un affronto subito da un ras della zona che aveva osato un’azione dimostrativa nel cuore dell’area controllata dai rivali.

Doveva essere una replica a uno sgarro, in un contesto nel quale loro non c'entravano assolutamente nulla e invece quattro ragazzi si trovarono investiti dal fuoco dei clan. Ventiquattro proiettili sparati da tre pistole. In tre si salvarono, miracolosamente. Un altro, Genny, colpevole solamente di essersi trovato al posto sbagliato nel momento sbagliato, ci rimise la vita. Come tante altre, troppe, vittime innocenti della camorra.

A essere indagati per l’uccisione di Gennaro Cesarano, come riporta Repubblica Napoli, sono Antonio Buono, Ciro Perfetto, Mariano Torre e Luigi Cutarelli. Avrebbe preso parte al raid anche un’altra persona che ha poi perduto la vita in un altro agguato, Vincenzo Di Napoli.

Il Comune di Napoli ha già annunciato che si costituità parte civile. In un post affidato a Facebook, il sindaco di Napoli Luigi De Magistris scrive: "I risultati di questa indagine evidenziano che in città forze dell'ordine e magistratura stanno facendo un ottimo lavoro e che la città ha reagito e sta reagendo nella sua stragrande maggioranza dei cittadini di tutti i quartieri ed anche che l’Amministrazione comunale, in tutte le sue articolazioni centrali e di prossimità, è impegnata in prima linea con forza nel contrasto alla camorra dei colletti bianchi e di strada". E quindi l'annuncio: "Quando ci sarà il processo per i presunti responsabili del barbaro omicidio di Genny Cesarano, vittima innocente di camorra, il Comune di Napoli si costituirà parte civile".