Kebab, sexy shop e call center banditi dal centro storico di Genova

A Genova una delibera del Comune vieta l'apertura di negozi che vendono prodotti etnici, così come sexy shop e call center, nell'area del centro storico

Genova è la prima città in Liguria a vietare l’apertura di attività commerciali come negozi di kebab, call center, sexy shop e money transfer all’interno del centro storico. Questa decisione è il frutto di una intesa tra Comune, Regione e Camera di Commercio sancita da una delibera comunale approvata ieri in seduta straordinaria. Il tutto è nato dalla volontà di preservare il fascino e la peculiarità del centro antico, il più grande d’Europa; quest'area, inserita nella lista del Patrimonio Mondiale dell’Unesco con gli imponenti palazzi dei Rolli, da tempo sta subendo una invasione di negozi che poco hanno a che fare con le suggestive atmosfere storico-culturali che qui si assaporano e che richiamano alla memoria antichi e gloriosi tempi passati.

Ma la strada per l’approvazione non è stata facile. Inizialmente, infatti, la delibera era stata bocciata da alcuni assessori per dubbi sulla compatibilità tra il contenuto e le norme nazionali ed europee sulla libera concorrenza. In base al provvedimento si creerà una sorta di “zona rossa” che includerà le vie più frequentate dai turisti. In questo perimetro saranno banditi anche, ad esempio, negozi che vendono alimenti precotti, phone center e discoteche. Inoltre sarà istituita una zona di ulteriore pregio nella quale tutte le attività potranno essere aperte solo se l’offerta commerciale garantirà qualità e tradizione.

Niente dovrà essere lasciato al caso, neanche il più piccolo particolare. Ai nuovi esercizi sarà richiesto di allestire insegne, serrande ed infissi in base a determinate caratteristiche. Anche per la semplice esposizione della merce in vetrina si dovrà seguire precisi criteri. "È un provvedimento per qualificare e rivitalizzare il centro storico", ha dichiarato entusiasta l’assessore leghista del Comune di Genova Paola Bordilli.