Giù le mani dai bambini

Se si deve dare guerra si muova una grande coalizione. In fretta, per finirla con le stragi degli innocenti

La domanda è questa, e dopo si capirà perché. Ci sono stragi di innocenti e stragi di quasi innocenti? O no? Innocenti se i bambini sono assassinati da re Erode (nel nostro caso il Califfo). Quasi innocenti, un po' colpevoli, o comunque da piangere di meno, se chi ha causato la morte tra i piccini vuole spazzare via il Male Assoluto (stavolta, probabilmente, i russi)?Sono due notizie ma è una sola. Una notizia nuova, ma antica: è la strage degli innocenti che è sempre quella, si ramifica, accade qui e accade là, e batte e ribatte con il suo martello il chiodo dello scandalo dentro le nostre menti portate a dimenticare. Almeno durasse a lungo questo scandalo. Invece sopportiamo tutto, vediamo un istante quelle manine ballonzolanti e quei riccioli intrisi di sangue mentre un padre o una madre li portano via, e passiamo ad altro. Giusto così?

1) Da Mosul, città dell'Irak dove è stato fondato il Califfato il 29 giugno del 2014, un sito web di solito serio comunica che è in essere una fatwa che ordina di uccidere piccoli nati con malformazioni. Ne hanno contati 39, finora. Assassinati perché down, soprattutto. Nessuno stupore. La parificazione con il nazismo si impone.(Con una nota a margine: naturalmente l'eutanasia fa schifo se è praticata sui bambini dai fondamentalisti, ma ci dimentichiamo volentieri che in Olanda e Belgio questa pratica è raccomandata sui minori, sempre per ragioni umanitarie, e anche lì con un'iniezione).

2) Dieci bambini sono morti nel bombardamento dei bastioni dei ribelli attorno a Damasco, in cui è stata colpita anche una scuola. Ci sono le immagini, una gran polvere grigia, e ne esce un uomo con la testa insanguinata e un fagottello immoto tra le braccia. In questo caso le vittime non sono state vittime di Daesh ma di razzi, non si sa se tirati direttamente dall'esercito di Assad o da aerei russi. I primi sono stati uccisi dai cattivi, i secondi dai buoni.

Ripetiamoci la domanda. Fa differenza? No, la nostra umanità ci fa dire di no. Le vittime sono vittime, i bambini morti sono i nostri eroi infelici a cui chiedere perdono, di qualunque parte siano. A Gorla nei sobborghi di Milano i bombardieri americani, che si chiamavano Liberator, sganciarono le loro bombe su una scuola elementare: era il 20 ottobre 1944, ci furono 184 alunni con il grembiulino morti insieme alle loro maestre. Non viene ricordata solennemente quella strage, infinitamente meno conclamata che quelle a opera dei nazisti. Fu un errore, un danno collaterale? Sai che importa a quei bambini e alle loro famiglie.

Dobbiamo prendere sul serio entrambe le notizie. La prima ci mostra l'orrore contro cui è necessario dare guerra. Ma ci mostra che anche la guerra per impedire il trionfo della tirannide è atroce. E così non va. Una guerra portata avanti con i bombardamenti e i droni, dove piglio piglio, sarà anche per ragioni nobili, però basta così, bisogna finirla in fretta, sappiamo che non risolve niente, crea deserti di morte e basta. Se si deve dare guerra si muova una grande coalizione. In fretta, per finirla con le stragi degli innocenti.