Giappone, geishe addio. Quasi un giovane su due non prova attrazione per il sesso

Sconcertante risultato di un sondaggio. Il Sol Levante rischia di perdere un tratto culturale identitario

Si chiama "sindrome da celibato". Se ne parla già da un po' ed è sempre più in voga tra i giovani in Giappone. Consiste nel non avere interesse per i rapporti diretti con l'altro sesso. I giovani giapponesi preferiscono collegarsi ai siti porno o giocare alla play station o, ancora, pensare alla carriera, piuttosto che avere rapporti sessuali.
Ormai si tratta di una moda diffusa, che parte proprio dal Sol Levante, dove l'approccio al sesso era alla base della cultura nazionale - ricordiamo diversi capolavori della letteratura e del cinema sul tema -. Oggi, invece, "l'impero dei sensi" è tutto chiuso nei videogame. Sporadici gli incontri tra uomo e donna in giovane età.

Questo fenomeno, in realtà, è stato anche oggetto di studio. Secondo un'indagine dell'Associazione per la programmazione familiare è emerso che, in Giappone, il 45 per cento delle donne tra i 16 e i 24 anni "non prova interesse o addirittura disprezza il contatto sessuale". Lo stesso vale per un quarto degli uomini interpellati. E, secondo i demografi, tra circa quarant'anni la popolazione nipponica calerà di un terzo con le immaginabili conseguenze a livello economico e sociale. La grande narrativa erotica giapponese cresciuta all'ombra di una cultura antica e radicata rischia quindi di appassire. Non avremmo più i sulfurei personaggi femminili di Nishima, i film di Murakami o Sekimoto, le geishe che identificavano una cultura millenaria.