Dal Giappone l'interior design dell'auto contamina la casa

di Enrico Lampitella
 
Dall'auto alla casa. Arte, design e materiali performanti al servizio dell'arredamento per interni. Toyota Boshoku Corp. , costola del Gruppo Toyota, è un'azienda giapponese quotata in borsa che da anni si occupa dello sviluppo di sistemi interni per autoveicoli. Presente al Salone del Mobile di Milano 2013, nell'ex complesso Richard Ginori di via Morimondo presenta una vasta gamma di prodotti di derivazione automobilistica prestati all'interior design. Sedili sportivi in pelle che diventano poltrone da ufficio, tessuti rivestiti in fibra di carbonio e soprattutto i "nunokabe", pannelli dalle molteplici funzionalità (sonore, luminose, aromatiche) impiegabili dal rivestimento delle pareti di casa fino a quelle interne degli autoveicoli. I "nunokabe" infatti, grazie ad un sistema tecnologico a fibre fluorescenti e ad un impianto acustico interno, illuminandosi riescono a fungere sia da fonte aggiuntiva di luce sia da stereo. Una sorta di acustica integrata, che all'occorrenza estraendo uno dei pannelli situato nella portiera può passare dall'automobile alle pareti di casa. I pannelli "nunokabe" inoltre, in casa sono regolabili con la sveglia di un normale  smartphone. Le pareti della stanza all'orario prestabilito iniziano ad illuminarsi dolcemente creando un effetto che coinvolge due dei cinque sensi percettivi, la vista e l'udito. Alla gamma della "Simphonic Wall" è stata affiancata infine anche quella dell' "Aroma Wall". Una variante di "nunokabe" che, sfregato, al contatto  sprigiona un profumo agli aromi naturali, coinvolgendo dunque anche l'olfatto. Altri oggetti d'arredo prestati alla casa sono i "Tempestry", pannelli multicolore che grazie a gradevoli composizioni visive riescono ad abbellire le pareti e allo stesso tempo a dare una sensazione di sollievo per la vista. La Toyota Boshoku, oltre all'interior design per gli autoveicoli propone anche alcune iniziative per la mobilità sostenibile. Due ingegneri e architetti svedesi, David Dawod e Rickard Hansson, della Umea Instiute of Designe, sempre all'insegna del design per interni stanno portando avanti due progetti per far fronte alla crisi mondiale e nello specifico del settore dell'auto. Uno dei due , il più interessante, propone una sorta di car-sharing di quartiere in versione luxury. Tramite uno smartphone collegato via blutooth, l'interno dell'autovettura, dagli specchietti retrovisori all'aria condizionata e il sedile, si regolano automaticamente a seconda delle esigenze impostate dal conducente che in quel momento ha in disponibilità l'autoveicolo.