Giovane segregata per anni: arrestata famiglia pakistana

Ragazza pakistana ridotta in schiavitù: la famiglia responsabile delle vessazioni fisiche e psicologiche

Una giovane pakistana di 25 anni è stata liberata dai carabinieri di Busto Arsizio (Varese) dopo quattro anni di segregazione e riduzione in schiavitù da parte della famiglia di suo marito. Nelle scorse ore i militari hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di tutti i componenti della famiglia di pakistani (suoceri, marito, una sorella e il fratello), emessa dal gip del tribunale di Milano, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia.

Secondo quanto si apprende, una volta sposatasi con rito islamico in Italia (e poi con rito civile) a un connazionale, la ragazza è stata obbligata a svolgere tutte le faccende domestiche per ogni appartenente alla famiglia del marito sotto minaccia di morte e continue percosse. Per la giovane era impossibile uscire di casa o mettersi in contatto con l'esterno, fosse anche per una telefonata ai suoi genitori. Incinta di sette mesi la 25enne ha partorito prematuramente a inizio 2015 (forse a causa delle continue aggressioni fisiche). Tornata a casa, fin quando non aveva soddisfatto le richieste di tutti i familiari del marito, non le era permesso di tenere in braccio o allattare il suo bambino.

Riuscita a fuggire, la donna ha chiesto aiuto al fratello e poi ai carabinieri. A seguito delle indagini dei militari, coordinati dalla procura di Milano, l'intera famiglia è stata ritenuta responsabile delle vessazioni fisiche e psicologiche ai danni della donna.

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Commenti

Finalmente

Mar, 23/02/2016 - 13:45

un fatto del genere, se provato, dovrebbe portare a una condanna non inferiore ai 20 anni... scommettiamo che se va bene si prendono 2 mesi sommando tutti i capi d'imputazione? Sarà già tanto se la ragazza potrà tenere il figlio senza che intervengano i servizi sociali.

Ritratto di Raperonzolo Giallo

Raperonzolo Giallo

Mar, 23/02/2016 - 13:53

Per una che viene alla luce, mille sono ancora nell'ombra. "Altre culture".

Ritratto di marco piccardi

marco piccardi

Mar, 23/02/2016 - 13:57

boldrini , sei la vegogna dell'Italia. racconti balle sapendo di raccontarle e solo pidocchiosi allocchi ti danno retta. queste non sono risorse ed io non ho voglia di integrarmi con tale spazzatura. vai a vivere a Karachi se ci tieni tanto a loro, ma togliti dalle palle !

Aegnor

Mar, 23/02/2016 - 14:30

Come dice la Vatessa de noantri,le loro usanze saranno le nostre

euge50

Mar, 23/02/2016 - 14:59

Questa è la dimostrazione della mentalità, usi e costumi di queste persone. A casa loro le donne le trattano peggio che le bestie. Ha ragione @Finalmente. Purtroppo siamo in Italia e questi esseri ignobili hanno avuto la "custodia cautelare". Quando, fra quale anno, avranno un processo, saranno messi in libertà perchè incensurati e continueranno con le loro violenze. Avranno anche la sfrontatezza di dire che "hanno ragione loro". A questa ragazza è andata perchè non è stata sgozzata o cosparsa di benzina e dato fuoco. Questa è la gente che Renzi ci sta mettendo in casa.

Ritratto di bingo bongo

bingo bongo

Mar, 23/02/2016 - 15:06

Ma no,non dite così,la cultura islamica è da mille e una notte.. nopecoroni.it

Ritratto di stock47

stock47

Mar, 23/02/2016 - 15:15

marco piccardi, perfettamente d'accordo con lei.

Ritratto di hernando45

hernando45

Mar, 23/02/2016 - 15:32

Scommettiamo che ora "saltera fuori" il solito COCOMEROGRILLOTAS frequentatore del FORUM e ADORATORE della Presidenta, a dirci che queste cose succedono anche agli Italiani???? Se vedum.

Finalmente

Mar, 23/02/2016 - 17:17

Per i reati ascritti, il colpevole dovrebbe scontare non meno di 15 anni, pagando oltre alle spese carcerarie, un indennizzo economico per quanto la vittima ha sofferto, non servirà a lenire il dolore ma le permetterà di crescere il figlio. Se il carcerato non ha denaro per il risarcimento e nemmeno per mantenersi in carcere, la casa di proprietà si mette all'asta, in tutti i casi dovrà svolgere lavori per la collettività, pulire i parchi, i muri dei caseggiati dai graffiti, coprire le buche del manto stradale, fino a termine della pena e soprattutto delle spese da sostenere (vittima+carcere)... se si rifiuta un bell'annetto d'isolamento totale, visivo e acustico, poi riparte con la pena e una volta scontata... lo si rimanda a casa... scommettiamo che nell'arco di sei mesi calano i reati e il numero di delinquenti in Italia? E probabilmente abbiamo parchi puliti, muri intonsi e meno buche nelle strade.