Gita notturna in pedalò: annegato un sedicenne

Il ragazzo era con tre amici nel mare di Fermo quando l'imbarcazione si è capovolta. Illesi gli altri ragazzi

È finito in mare da un pedalò rovesciatosi durante una gita notturna, ma è annegato Riccardo Galiè, 16enne di Amandola (Fermo) scomparso ieri sera. Il suo corpo è stato ritrovato incagliato tra gli scogli, a poca distanza dalla riva.

Il ragazzo era insieme ad altri tre amici - che sono riusciti a tornare a riva a nuoto - quando è accaduto l'incidente. I genitori del sedicenne hanno assistito per tutta la notte ai tentativi di rintracciare il figlio, ma sono stati allontanati prima che il cadavere fosse ritrovato. "Non si può buttare la vita così...", commenta il sindaco di Amandola Giulio Saccuti, "Siamo vicini al padre e alla madre del ragazzo, per questa tragedia che colpisce l’intera comunità". In paese intanto aumentano anche gli interrogativi su come i quattro sedicenni possano aver raggiunto la spiaggia di Lido di Fermo e si siano potuti allontanare in mare in piena notte. Qualcuno sostiene che sono saliti su un pullman, qualcun’altro pensa che ad accompagnarli in auto siano stati uno o più maggiorenni, e che il gruppo si sia poi diviso per trascorrere la serata in uno degli chalet del litorale ad ascoltare musica, o passeggiare lungo la spiaggia. Nessuno avrebbe dissuaso i quattro amici dalla loro bravata ai limiti dell’incoscienza. Le indagini dovranno accertare anche se i ragazzi si siano messi in acqua con il pedalò privo del tappo di sicurezza, che molti bagnini tolgono prima di chiudere gli stabilimenti per la notte, proprio per evitare pericolosi viaggi notturni.

Commenti
Ritratto di Dario Maggiulli

Dario Maggiulli

Mar, 20/08/2013 - 17:03

Abbiamo avuto tutti sedici anni. Sappiamo perfettamente quanto era facile indulgere verso 'azioni audaci', mai e poi mai considerate estreme. Era lo spirito della giovinezza che teneva banco. Io piango la morte di questo giovane, come pure urlo contro chi ha avuto l'idea di togliere i tappi al giocattolo mortale. Come se avessero attivato la corrente elettrica fulminante a dei corrimano di un'area pseudo privata. Vanno condannati i responsabili. Hanno ucciso la goliardìa dei giovani tutti.

Corsicana77

Mar, 20/08/2013 - 20:11

Concordo al 100% con le parole di Dario Maggiulli. Cordoglio per il sedicenne naufragato. Sbagliare è umano, usare metodi (come togliere i tappi) che invece di fungere da deterrente causano tragedie è vergognoso, indegno. Qualche anno fa a Trieste è successo un fatto analogo.