Il giudice che assolse Knox e Sollecito: "Io linciato dai colleghi"

Pratilllo Hellmann: "Fui costretto a lasciare la magistratura. Per me solo sdegno"

"L’assoluzione di Amanda Knox e Raffaele Sollecito da parte della Corte di Cassazione? Non è soltanto la soddisfazione per il riconoscimento implicito della validità della sentenza emessa a suo tempo dalla corte che presiedevo, ma è soprattutto la fine di una grande sofferenza. Per tre anni e mezzo ho sofferto per la sorte di due ragazzi che ritenevo innocenti e che rischiavano di scontare una pena durissima per un delitto che non avevano commesso". Lo afferma a Repubblica, Claudio Pratillo Hellmann, 72 anni, nel 2011 presiedeva la Corte d’Appello di Perugia che assolse Amanda e Raffaele e da allora è in pensione. Pratilllo Hellmann spiega come "praticamente fui costretto a lasciare la magistratura. La nostra decisione fu accolta con reazioni di sdegno. Ricordo ancora i fischi e le urla di una claque che si era radunata la sera del verdetto davanti al tribunale. Dal giorno dopo mi sentii circondato da un’ostilità crescente. Nei bar di Perugia dicevano che mi ero venduto agli
americani, che avevo ceduto alla pressioni della Cia".

"Panzane, certo, ma - prosegue - quello che mi ha colpito di più del linciaggio diffamatorio durato per anni fu la reazione dei colleghi magistrati. Quasi tutti mi tolsero il saluto. In particolare quelli che a diverso titolo erano stati coinvolti nella vicenda. Mi resi conto - prosegue - che quella della mia Corte era stata una voce fuori dal coro in un tribunale dove tutti i giudici, a partire dal gup per arrivare a quelli dei diversi Riesami, pur criticando l’inchiesta, avevano avallato l’accusa. In più ero in predicato per la presidente del Tribunale e naturalmente quella carica venne assegnata ad un altro collega sicuramente degnissimo ma qualche sospetto che si trattasse di una ritorsione mi venne. Sei mesi dopo la sentenza quindi decisi di andare in pensione".

Commenti

onurb

Lun, 30/03/2015 - 11:48

Le parole del giudice Pratillo mettono paura. In sostanza, egli ci dice che ci sono magistrati che emettono giudizi di colpevolezza senza attendere il processo dove si forma la prova nel confronto tra le tesi dell'accusa e della difesa. Dire che sono pericolosi è un eufemismo.

Tuthankamon

Lun, 30/03/2015 - 11:53

Certamente, perchè il vero processo si svolge sui giornali e nei talk show!! Provate a fare qualche sondaggio per vedere chi conosce "il fatto/i fatti" relativamente ad alcune grandi inchieste italiane degli ultimi decenni. L'opinione pubblica conosce tutto il contorno di illazioni e di sparate ma non ha idea di quale sia il fatto di partenza senza aggiunte e varianti.

giovanni PERINCIOLO

Lun, 30/03/2015 - 11:58

Chissà se il sommo magistrato, il presidente del CSM nonché presidente della repubblica trova normale tutto cio'! A quando una bella ripulita che permetta alla magistratura nel suo insieme di recuperare quel minimo di prestigio che si presuppone debba avere chi amministra la giustizia??

bfesta

Lun, 30/03/2015 - 12:09

Guarda un po' da chi giudici dobbiamo essere giudicati,capitare nelle loro mani è una disgrazia,meno male che fra di loro c'è ancora qualcuno che è onesto e competente,Dio scansaci da quelli di magistratura democratica ( ,Boccassini docet.)

nonnoaldo

Lun, 30/03/2015 - 12:45

Purtroppo per buona parte della nostra magistratura i Codici penali (penale e di procedura) sono un optional da interpretare a proprio uso e consumo. I PM in particolare hanno completamente dimenticato quale è la loro missione: scoprire la verità, quindi cercare e trovare le prove di colpevolezza, se ci sono, ma anche considerare le prove di innocenza. I GIP poi spesso si limitano ad un copia incolla delle teorie formulate, ma non dimostrate, dal PM, nelle quali le stesse teorie diventano (a loro detta) evidenti prove di colpevolezza. Si vuol codannare ad ogni costo, forse per mascherare la loro incapacità di condurre vere indagini, anche se durate anni ed anni. Se non hanno l'intercettazione nella quale l'imputato si dichiara colpevole non riescono a cavare un ragno dal buco. D'altro canto quale esperienza investigativa hanno e quale reale volontà di scoprire la verità?

Ritratto di giusdange2

giusdange2

Lun, 30/03/2015 - 15:12

Il contenuto di questo articolo mi lascia particolarmente addolorato. Mi verrebbe da chiedere le dimissioni da cittadino italiano

Ritratto di stock47

stock47

Lun, 30/03/2015 - 15:43

Una dimostraione di più che occorre rifare tutto da capo in campo della magistratura. Non possiamo stare con una corporazione che stravolge leggi e giustizia e perfino comportamenti di altri magistrati. Fin tanto che non si mette una mano seria su tutto ciò, saremo sempre allo sbando nazionale.

giorgiandr

Lun, 30/03/2015 - 16:02

Un'ulteriore conferma che quello che muove la nostra magistratura non è certo il desiderio di legalità nè, tantomeno, quello di giustizia. A quando una riforma SERIA ? Certo con la possibilità che hanno i magistrati di inquisire e mettere alla berlina qualunque parlamentare, non credo che avverrà mai, guardare ad es. Renzi, che è stato costretto ad ammorbidire di molto il suo progetto di riforma, dopo che gli hanno inquisito il padre (inquisizione che è avvenuta DOPO la presentazione del suo primo progetto di riforma, badate bene).

goliotok

Mar, 31/03/2015 - 10:26

Per fortuna che esiste ancora qualche Giudice a Berlino! Onore a lei caro Giudice Claudio Pratillo Hellmann e si goda la sua meritata pensione.