La Gran Bretagna vara la legge contro Blair lo scroccone

D'ora in poi sarà vietato il sistema usato dall'ex premier per risparmiare

Il primo ministro inglese Cameron ha fatto approvare dal Parlamento una legge che impedirà all'ex primo ministro Tony Blair di usare le ambasciate del Regno Unito come alberghi, quando si trova all'estero per conferenze, peraltro molto ben pagate. La legge ovviamente non nomina Blair ma qualsiasi ex parlamentare o ex ministro o primo ministro: per loro, niente alloggio gratuito nella sede diplomatica. La decisione del leader conservatore non sembra particolarmente generosa e nemmeno fair, del tutto equa. Anzi, si può dire che si tratta in questo caso di una legge ad personam, e questo aspetto non suona né democratico né liberale. Ma, à la guerre comme à la guerre, Cameron ha voluto sparare come un colpo a prua, una bordata volta a discreditare l'icona del partito laburista, per quanto contestata. La traduzione politica, secondo noi, di questa legge dovrebbe essere questa: per gente come te, Blair, che fa soldi a palate monetizzando il ruolo di un passato che ancora ti fa campare di rendita, la pacchia è finita.

Lo Stato è fatto dai cittadini, i quali non sono nemmeno più dalla tua parte e non intendono pagare per te i conti delle vacanze. Quindi, d'ora in poi, quando vai a una conferenza, tira fuori un migliaio di sterline per affittare una stanza d'albergo di rango pari a quella della sede dell'ambasciata. Il boccone è leggermente amaro, ma ha anche un senso politico generale: ogni volta che si consentono privilegi, sconti, autisti, scorte non necessarie, aerei di Stato, rimborsi per cene e altri passatempi, la gente si infuria. E si infuria contro la politica, i governi, i Parlamenti, col risultato della proliferazione dei grandi partiti che rumoreggiano in un vicolo cieco, come Podemos in Spagna o i Cinque Stelle in Italia.

Gli elettori sono diventati, ed era il loro vero mestiere, i controllori della politica e sono pronti a gesti clamorosi e ad abbandoni pericolosi. L'effetto annuncio del provvedimento fatto approvare dal governo conservatore, è fragoroso e tutti ne parlano. Questo fa già salire le azioni del governo Cameron il quale ha anche bisogno di calamitare più consenso possibile in vista del referendum che dirà sì o no all'Europa. Cameron vorrebbe avere i cittadini dalla sua parte, ottenere un sì condizionato ad una riforma antitedesca dell'Europa. La campagna referendaria è cominciata e Tony Blair dovrà pagarsi l'albergo.

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