Grenfell Tower, montati pannelli in alluminio per risparmiare

Per rivestire le pareti della Grenfell Tower fu utlizzato l'alluminio al posto dello zinco. Il risultato? Si risparmiarono 293.368 sterline

Lo zinco è resistente al fuoco mentre l'alluminio, anzichè essere ignifugo, è un combustibile per le fiamme. Un particolare che dev'essere sfuggito a chi fece montare i pannelli di rivestimento della Grenfell Tower. Secondo il quotidiano inglese Guardian, che ha visionato alcuni documenti, i residenti dello stabile di Londra bruciato nell'incendio che ha provocato almeno 80 morti avrebbero acconsentito alla sostituzione dei pannelli di zinco consigliati dagli architetti responsabili dell'intervento con più economici pannelli di alluminio.

Il risultato? Un risparmio di 293.368 sterline (circa 35o mila euro). Le variazioni rispetto al programma originario sono state apportate nel contratto da 9,2 milioni di sterline per la ristrutturazione dell'edificio, completata lo scorso anno a offerta già presentata e selezionata, dalla Kensington and Chelsea Tenant Management Organisation (KCTMO), società che gestiva la Grenfell Tower di Londra e principale presunta responsabile dell'incendio e dalla Rydon, l'impresa a cui era stato affidato il lavoro.

Altri tagli apportati sono stati la cancellazione per il miglioramento paesaggistico (428 mila sterline di risparmio) e la variazione delle cornici delle finestre da legno di betulla a MDF, legno più morbido di conifera (117 mila sterline). Un doppio risparmio che, sommato al primo, ha contribuito a trasformare il grattacielo in un fiammifero.

La tragedia della Grenfell Tower è stata una delle peggiori di sempre nel Regno Unito. L'incendio era divampato dall'appartamento di un inquilino e per la precisione da un frigo che aveva preso fuoco.

Successivamente le fiamme si erano estese rapidamente a tutto il palazzo, approfittando dei materiali utilizzati per i pannelli di rivestimento delle pareti del palazzo.

Nell'incendio sono morte almeno 80 persone, ma le autorità britnniche non escludono che qualche altro ospite sia bruciato tra le fiamme.

Commenti

uberalles

Ven, 30/06/2017 - 16:02

Inglesi? Piuttosto...scozzesi!

Martinico

Sab, 01/07/2017 - 07:44

Sono le normative ad avere fallito. Non ci sarebbe dovuta essere l'opzione materiale ignifugo con materiale infiammabile. Che razza di variabile è mai questa?

lolafalana

Sab, 01/07/2017 - 09:31

I prodotti in alluminio e leghe non bruciano e non producono fumi tossici anche alle temperature più elevate: la causa dell'incendio sta non tanto nel materiale alluminio quanto piuttosto nella tipologia costruttiva, probabilmente scarsa, del rivestimento in alluminio tipo a doppia pelle o sandwich (molti capannoni industriali hanno coperture e pareti di questo tipo) cioè con l'intercapedine saturata di schiume isolanti evidentemente in questo caso non ignifughe e non autoestiguenti che in presenza del fuoco si sono dissolti creando nei pannelli di rivestimento un "camino" che ha favorito l'estendersi dell'incendio verso l'alto dall'esterno. L'alluminio è molto infiammabile soltanto se è sotto forma di polvere/limatura tanto che così viene usato nella saldatura alluminotermica delle rotaie ferroviarie per innescare molto velocemente e con forte sviluppo di calore la colata per la fusione.

MARCO 34

Sab, 01/07/2017 - 16:45

Strano davvero che proprio gli inglesi siano caduti in un incidente del genere. Infatti durante la battaglia delle Falkland/Malvinas un cacciatorpediniere inglese , lo Sheffield le cui sovrastrutture erano in alluminio e leghe di alluminio, fu colpito da un Etendard argentino con un missile Exocet e bruciò per sei giorni dopo essere stato abbandonato dall'equipaggio, a dimostrazione di quanto sia pericoloso costruire con quel materiale