La guerra ipocrita al dizionario

Vogliono cancellare dalla Costituzione la parola «razza» perché è cattiva. Osserviamo che ve ne sono altre, nella Costituzione: pena di morte, sequestri, associazioni segrete, errori giudiziari, violenza fisica, restrizioni e perquisizioni, indigenti. Tutte queste cose o condizioni sarebbe bene che non ci fossero. Da diversi punti di vista, la senatrice Segre auspica che la parola razza venga cancellata dalla Carta; il presidente della Corte costituzionale, Grossi, afferma invece: «La razza non esiste, esistono i razzismi. E finché resta viva quella perversione, la parola razza deve rimanere nella Carta». Sono posizioni di buon senso. Ma entrambe trascurano che la lingua italiana contempla, e i vocabolari registrano, anche le parole del male: odio, omicidio, strage, sadismo, stupro, pedofilia. Non basta cancellare la parola pedofilia per eliminare l'atto. Il dibattito sulla eliminazione della parola «razza» è vacuo, e sembra indicare soltanto esorcismi, perbenismi, nella ricorrente logica del «politicamente corretto» che mira a correggere il vocabolario, come è accaduto trasformando «negro» in «nero». Un segno di evoluzione della società? No. Di ipocrisia. La differenza non esiste. Così, vi è una sola regola cui obbediscono anche i neologismi: le parole esistono in quanto si usano. Quando finiscono le cose, finiscono le parole. Quando finirà il razzismo non si parlerà più di razza. Cancelleremo la parola «servo» quando saranno finiti i servi. Non servono i dibattiti.

Commenti

valerie1972

Lun, 19/02/2018 - 15:07

Vuole togliere di mezzo uno degli strumenti più efficaci per promuovere conflitti pretestuosi; gran parte dei militanti per lo più di sinistra, più raramente di destra, ha messo il proprio straccio di identità in gioco nella difesa del mondo virtuale di ombre messo in moto dalle loro parole-totem. Prova ne sia l'isterismo violento con cui reagiscono a toccargliele; si tratta di identità tenute insieme col buonismo, cioè con lo sputo, non di argomentazioni che amano il confronto e il chiarimento, e per ragioni di sopravvivenza personale nessuno dei coinvolti vuole e può rinunciare alle proprie epurazioni buoniste.

frapito

Lun, 19/02/2018 - 15:29

La parola "razza" è una convenzione creata dall'uomo "per identificare" individui che hanno in comune determinati tratti esteticamente caratteristici e quindi identificativi. La parola "razzismo" nasce allorquando, valorizzando dei tratti esteriori, si vuole creare una "gerarchia di valore", sovvertendo la "legge naturale" del "tutti eguali e tutti diversi". Poi esiste un perverso pensiero che tende a distruggere il concetto di "identità", che come già detto è una legge della natura che riesce a fare "uguali e diversi" anche i gemelli omozigoti. La scienza ha bisogno della parola "razza", in alternativa vi è "sottospecie", che esteticamente mi sembra poco elegante e tendente ad ambiguità peggiori di "razza". Tentativi del genere mi sembrano stupidi ed in malafede.

umbe65it

Lun, 19/02/2018 - 16:06

Però sottospecie di presidente del parlamento suona piuttosto bene :)

Una-mattina-mi-...

Lun, 19/02/2018 - 16:28

VOGLIONO CANCELLARE LA PAROLA "RAZZA"? MA CHE "RAZZA" DI RICHIESTA IDIOTA...ops

Ritratto di Rudolph65

Rudolph65

Lun, 19/02/2018 - 16:32

Ma questi fenomeni di sinistra non hanno altro da pensare?

Zizzigo

Lun, 19/02/2018 - 16:45

In quest'Italia, ch'è divenuta "itaglia", gli elefanti nascondono la testa sotto la sabbia e gli analfabeti leggono le icone dello smartphone.

Cheyenne

Lun, 19/02/2018 - 17:43

LA NEOSENATRICE COMUNISTA (MI DISPIACE DIRLO PERCHE' IO AMO GLI EBREI E LI CONSIDERO UNA DELLE RAZZE PIU' INTELLIGENTI AL MONDO) E IL SIG.GROSSI SBAGLIANO CLAMOROSAMENTE PER IDEOLOGIA: TUTTI SIAMO UMANI MA LE RAZZE ESISTONO COME NEGLI ANIMALI.PUNTO. SE NON LA TEORIA DI DARWIN NON AVREBBE SENSO

Gibulca

Lun, 19/02/2018 - 17:49

In realtà le razze umane esistono eccome, come esistono per cani, gatti e pure per uccelli e rettili. E' inutile perseverare nel dire che siamo tutti uguali perché non è vero affatto: le razze umane sono diverse fra loro e ciascuna ha le sue peculiarità, in positivo e in negativo. L'importante è essere tutti uguali davanti alla legge e - se esiste - davanti a Dio.

Griscenko

Lun, 19/02/2018 - 17:51

frapito. Non capisco la legge naturale del "tutti uguali e tutti diversi"

Clamer

Lun, 19/02/2018 - 18:02

C'é un termine scientificamente corretto per sostituire la parola razza ed é: varietà. Diventeremo tutti varietisti?

Popi46

Mar, 20/02/2018 - 06:55

@Sgarbi: l'ipocrisia, o meglio l' ignoranza, sta nella parola razzA. Non esiste la razzA umana, esistono le razzE umane e sono la caucasica o bianca,la nera,la gialla e la rossa (pellirosse, quasi estinti). Esiste la Specie umanA, caratterizzata dalla posizione eretta, il pollice opponente e diverse pigmentazioni della pelle ecc, i cui componenti dovrebbero tutti godere degli stessi diritti, cosa che nel mondo non succede ne' è mai successa

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combirio

Mar, 20/02/2018 - 08:55

Vittorio, sottoscrivo, anzi proporrei di più per il rilancio della nostra cara lingua, si faccia promotore per una rivalutazione della nostra lingua che amata e ammirata nel mondo. Iniziamo ad abolire appena potremo da subito le castronerie formulate dalla nostra "PRESIDENTA" atte a ridicolizzare la nostra lingua. Sicuramente i sostenitori non le mancheranno. Un caro saluto.

Ritratto di combirio

combirio

Mar, 20/02/2018 - 08:58

....quello che mi fa più paura non è la razza ma la testa che si ha.

apostata

Mar, 20/02/2018 - 09:42

ricordo che, per non usare termini ritenuti irriguardosi, si passò senza riguardo per la sintesi, a "diversamente abili", "operatori ecologici"

d_amod1

Mar, 20/02/2018 - 11:16

... mescolarle tutte fino ad ottenerne un unico colore. Scommetto sull' ocra scuro ... oro!, ma quello del diavolo. N.b.: La parola non l'ho detta.

MudPitt

Mar, 20/02/2018 - 11:25

Chissa' perche' (!) quando leggo Sgarbi (raramente), sono pavlovianamente condizionato a immaginarmelo che sbraita e impreca.

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etaducsum

Mar, 20/02/2018 - 11:42

Le parole nelle lingue umane nascono dalle cose, non dalla fantasia. Il «politicamente corretto» nasce dall’ipocrisia dei politicanti USA. È l’arte con cui tentano di accalappiare voti dagli elettori, dicendo loro la mezza verità che vogliono sentire. In pratica li trattano idioti. Se consideriamo la ruota a razze, le «razze» sono gli elementi metallici o lignei, che partendo dall’unico mozzo centrale si diramano a raggiera collegandolo al cerchio. Proprio per questo il termine «razza», riferito agli umani è appropriato. Fa salva l’unicità del genere umano, ma tiene conto anche delle differenze create lentissimamente, nelle varie popolazioni, dalle condizioni ambientati. Vogliamo usare il termine etnia? Prima o poi ci troveremo col problema dell’«etnismo». Offensivo non è il termine, ma le aggettivazioni qualitative che possono accompagnarlo. Già è possibile sentire ragazzini che urlano ai loro compagni di gioco: «cosa sei, non vedente»?

Guido_

Mar, 20/02/2018 - 12:05

Veramente chi scrisse la Costituzione non sapeva ancora che la parola "razza" riferita al genere umano non aveva base scientifica. Oggi invece si sa che è più corretto parlare di etnie, ma questo a Sgarbi probabilmente non piace perchè lui preferisce usare i termini da osteria che sono molto piú idonei per lo sputacchiare o per l'urlo isterico.

Popi46

Mar, 20/02/2018 - 13:31

@Guido: "razza" o "etnia" sono praticamente sinonimi, esattamente come "domestica" e "collaboratrice domestica", oppure "spazzino" e "operatore ecologico", o ancora "handicappato" e "diversamente abile", ecc... Secondo lei,cambiare definizione rende più gratificante appartenere ad una di queste categorie? Solita schizofrenia sinistra,per cui se cambi etichetta cambi anche la realtà delle persone....

Antonio43

Mar, 20/02/2018 - 14:42

E così se fosse esistita da sempre solo etnia da cui etnico, la parola da eliminare sarebbe stata quest'ultima, rimpiazzata indovinate da quale parola? Razza da cui razzista. E' evidente allora che non sono le parole sbagliate, ma la testa di chi le usa!

Guido_

Mar, 20/02/2018 - 19:36

@Popi46, dal punto di vista scientifico la differenziazione razziale non ha alcun senso, infatti non vi è differenza genetica all'interno del genere homo per poter parlare di "razza", le migrazioni umane hanno infatti mescolato i geni. Si può invece usare colloquialmente, però capirà che non ha molto senso continuare ad usarlo in testi ufficiali o legali quando tale termine è carente di valenza scientifica.

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etaducsum

Mer, 21/02/2018 - 11:14

1/2 @Guido_ (Mar, 20/02/2018 - 19:36) – Cercare di giustificare scientificamente l’ostracismo al termine «razza» è vano quanto lo è tentare di giustificarlo in termini scientifici. In realtà in entrambi i casi si discorre su uno spezzone molto limitato dell’evolversi della specie o, se preferisce, del genere umano. Il risultato delle migrazioni ha dato luogo a quello che chiamiamo metticciato. Quelle mutazioni somatiche più evidenti ed essenziali in base alle quali parliamo di «razze» umane, sono avvenute lentissimamente nella preistoria. La creazione di Adamo ed Eva sono, nella Bibbia, l’affermazione più categorica dell’unicità della specie umana. Oggi sono addirittura pochissimi gli studiosi che sostengono una molteplicità di ceppi iniziali di homo sapiens. Ciò comporterebbe una pluralità di generi umani.

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etaducsum

Mer, 21/02/2018 - 11:24

2/2 @Guido_ (Mar, 20/02/2018 - 19:36) – Il termine «razza» esprime l’unicità del genere umano ed insieme il raggruppamento degli individui in rapporto alle più evidenti differenze somatiche, come il colore della pelle. La ruota a «razze» ne è, direi, la raffigurazione concreta. I linguaggi umani se lo sono creato, tale termine, partendo dall’esperienza di questi due aspetti. Non è sinonimo di «etnia». I raggruppamenti etnici si riferiscono anche ad aspetti culturali, linguistici, modi di vita ecc. La razza bianca, come la nera e le altre, si suddividono in etnie. Se esiste il razzismo, esiste anche l’etnismo; tra nord e sud in Europa, per esempio, e perfino in Italia. L’aspetto dispregiativo non è nel termine razza, ma nella testa di chi lo usa. Oggi sembra ci sia una nuova razza: i «fascisti» e nuovi razzisti: i picchiatori «antifascisti».