Hotel Promemoria

Nelle classifiche sulle città più vivibili in Italia dominano quelle dell'arco alpino

Nelle classifiche sulle città più vivibili in Italia dominano quelle dell'arco alpino. Io non conosco il sindaco di Dobbiaco, ma sono certo che non può considerare la bellezza e l'armonia estranee a quella «qualità della vita» che ha tenuto la provincia di Bolzano sempre ai vertici per misura e civiltà. Ed è assolutamente insensato che un edificio storico di grande gusto e grazia come l'Hotel Post debba essere abbattuto per sostituirlo con un edificio modestamente neorazionalista per speculazione e interesse. Il progetto è un'ingiuria alla città, alla contigua chiesa barocca, alla memoria dell'Impero austro ungarico di Musil, Roth e Mahler. Il nuovo edificio è un'opera morta, utile per gli affari di un'agenzia immobiliare, senza vita e senz'anima. Qualche anno fa fu distrutto l'elegante edificio della Pretura di Monguelfo, con l'autorizzazione della Soprintendenza della Provincia autonoma, svincolata dalle leggi dello Stato che oggi impongono il rispetto per edifici che abbiamo più di settant'anni. Questa norma ha una logica che vince la forza brutale della speculazione. Deve valere per l'architettura il medesimo principio che vale per la pittura. Nessuno distruggerebbe un dipinto di Morandi, De Chirico o Klimt. I più di mille cittadini che si sono ribellati, firmando la petizione dell'architetto Vincenti, sono un terzo degli abitanti di Dobbiaco: siano un monito per il sindaco a rispettare memoria e democrazia. Abbattere l'Hotel Post sarebbe uccidere la storia.