I barbari dell'architettura

Non ci si può distrarre un momento. I barbari sono ovunque. A Bergamo non era sufficiente aggredire le mura con un orrido, quanto inutile, parcheggio. La voga demenziale delle rotatorie, che sono proliferate sulle strade italiane, ha fatto un'altra vittima: un distributore di benzina Deco in via Baschenis, con una bella pensilina. Testimonianza d'altri tempi, era stato chiuso perché non in regola con le normative cervellotiche che impongono ai benzinai di non trovarsi sugli incroci delle strade. Gli illuminati urbanisti di Giorgio Gori non hanno avuto pietà, e in poche ore l'hanno abbattuto con le ruspe. È l'Italia dell'ignoranza e della distruzione in nome di un «cambiamento» che è semplicemente peggioramento. Ovunque agisce il barbaro, nell'indifferenza dell'autorità giudiziaria che avrebbe l'onere della obbligatorietà dell'azione penale. A Bergamo come a Pescara, dove a un cumulo di macerie è ridotto il villino di via Figlia di Jorio. Soltanto per speculazione, per costruire un orrore disegnato da qualche architetto criminale, senza che lo Stato si difenda. Fatico a capire come una legge possa consentire, per volontà di un sovrintendente, di cancellare una memoria storica di cento anni fa. Vale solo per l'architettura, intorno alla quale si muovono interessi speculativi. Chi mai penserebbe di distruggere uno spartito di Puccini, un manoscritto di D'Annunzio, un dipinto di de Chirico degli stessi anni del villino di Pescara e del chiosco di benzina di Bergamo?

Commenti

dagoleo

Mar, 25/09/2018 - 16:53

Questo sindaco l'hanno eletto i bergamaschi. Mi dispiace per il chiosco, forse valeva la pena restaurarlo, ma la perdita è ben più per i bergamaschi. Gori dovrà render conto delle sue malefatte soprattutto a loro.

Paparella48

Mar, 25/09/2018 - 17:33

Carissimo Vittorio il bene per l'arte è una nobiltà dell'animo di un essere umano, quando un ministro dello stato Italiano nella sua ignoranza critica il museo di Taranto non conoscendo ne l'arte e ne la storia della Magna Grecia, vuol dire che è privo di qualsiasi sentimento a riguardo dell'ITALIA e della sua storia.

Agev

Mar, 25/09/2018 - 18:49

Questa è la realtà degli Utili Inutili Idioti Nati Barbari Ignoranti ed essenzialmente Idioti così come l'intende Nietzsche e Dostoevskij .. Che si tratti di architetti.. pseudo artisti.. Uomini della cosiddetta cultura.. amministratori .. politici .. E' la stessa identica cosa. Così è nata l'EU..Barbarica e Crinale con l'Euro quale strumento di schiavitù. Abbiamo a che fare con esseri nati schiavi che creano realtà da schiavi.. E tutte le cosiddette regole.. regolamenti.. idee . pensieri.. strutture e visione della realtà. Nati schiavi e mentecatti e così creano e sostengono questa realtà in tutti gli ambiti vitali del uomo e società. Si sono letteralmente inventati una terminologia da schiavo per schiavi.. Vedi:Spread.. Omofobia .. Feminicidio .. Operatore ecologico .. Migranti.. Caccia all'evasore (vecchia caccia all'untore).. Privaci.. Per non avere più privaci ecc.. Ecc. Con questa gente abbiamo a che fare..Un disastro. Gaetano

Nick2

Mer, 26/09/2018 - 10:41

Per l’abbattimento di un distributore di benzina del 1938, dismesso da anni e posizionato fra due strade trafficate, l’autorità giudiziaria dovrebbe prendere provvedimenti penali? Questi magistrati comunisti, sempre occupati a perseguitare i poveri mafiosi, evasori fiscali, corruttori, corrotti e ladri, non hanno capito quali sono le vere piaghe dell’Italia. Le pale eoliche e la demolizione di qualche rudere…

Ritratto di noside863

noside863

Mer, 26/09/2018 - 12:16

La volgarità del potere della politica. Venezia ha vicino una città orrenda Mestre, sono riusciti in 70 anni a trasformare una città veneta come potete immaginare oggi Treviso in un ammasso di palazzoni senza un piano regolatore. Hanno demolito palazzi Palladiani per far posto a supermercati, intubato fiumi per costruire palazzi con fondamenta cedevoli. Hanno demolito ponti romani per far posto ad abusi edilizi. Hanno interrato un canale che collegava Mestre con la laguna di epoca veneziana. Quindi dott. Sgarbi quello che racconta è una realtà nazionale dove la cultura l'amore della nostra terra è stata sostituita dall'arroganza del potere.