I benefici e il business della canapa tessile

Gianluca, agricoltore veneto con la passione per le erbe officinali. Da due mesi però coltiva anche canapa tessile. Ecco i benefici e le rese future.

Quando si dice che l'apparenza inganna. Soprattutto in questo caso e in queste immagini.
Siamo a Taglio di Po', in provincia di Rovigo. Gianluca, giovane agricoltore di erbe officinali ha deciso, attraverso un regolare percorso, e tutti gli incartamenti, di crearsi una piantagione di ben 600 metri di canapa. Sì, ma canapa tessile, non l'altra. "Non e' come pensi", mi dice sorridendo. In effetti dando una prima occhiata alla pianta, la forma della foglia e il profumo che emana potrebbero trarre in inganno. Eppure gli effetti e i benefici sono completamente diversi dalla cannabis. Nonostante questo, qualche giovanotto che dimentica di leggere il cartello in bella mostra "canapa tessile" si intrufola di notte e prova a rubare qualche foglia. Gianluca non perdona, e spesso e volentieri si piazza tutta la notte nel suo campo per evitare che gruppi di giovani gli creino dei danni. Ci accompagna in mezzo alla sua distesa di 600 metri dove la canapa tessile, piantata da soli due mesi, raggiunge oltre i tre mesi di altezza.

Da dove nasce l'idea di coltivare canapa tessile?

"Mi sono informato sulle proprietà della pianta e ho scoperto che si possono trarre benefici dalla foglia, dal fiore, dal seme e dal gambo: olio e farine alimentari, idrocarburi quindi benzina verde naturale, latte vegetale migliore del latte di vacca".

Questa piantagione ha richiesto un investimento di circa 200 euro, perché non si parla di ettari, ma più si sale di estensione e più l'investimento aumenta.

Gianluca ha tutte le carte in regola. Ha fatto un percorso con le forze dell'ordine, ha comunicato dove e' situato il campo della piantagione, ha formulato le carte necessarie, ha portato il cartellino del seme e soprattutto ha comunicato a chi venderà i suoi prodotti.

Gianluca nasce come produttore di piante officinali che trasforma in oli essenziali, creme per il corpo, saponi, bagnoschiuma. Alla cosmetica del resto non si rinuncia, neppure in periodo di crisi, e lui attraverso le sue coltivazioni cavalca il momento propizio.

Nella provincia di Rovigo, i veneti che si dedicano alla coltivazione di canapa tessile sono circa tre o quattro, un paio nel Salento e altri due in Toscana. "Oltre a questi non ho notizie di altri che coltivano canapa tessile in italia", dice Gianluca.
Anche il terreno su cui si pianta deve essere di buona qualità, per il resto "basta madre natura con qualche pioggia che lei si arrangia da sola", conclude.

Ma il nostro agricoltore ci ricorda che "passione non vuol dire reddito. Prima si inizia con la passione e poi durante il percorso si sviluppa l'idea". E lui sta seguendo con grande convinzione ed entusiasmo questa strada, sicuro che la canapa tessile riuscirà ad avviare un buon business e i suoi prodotti a trovare il giusto mercato.

Commenti

geo1968

Mer, 15/07/2015 - 22:27

sí e ogni tanto stacca una cimettina e si fuma una cannettina

Ritratto di Gianfranco Robert Porelli

Gianfranco Robe...

Gio, 16/07/2015 - 15:23

Quando ho fatto il militare io, 66° corso AUC, avevamo in normale dotazione per campo di battaglia, oltre alle mitiche "mutande tattiche" che analogamente al Kilt scozzese ricordavano di avere anche un bel paio di palle, avevamo in dotazione dicevo, degli zainetti di profumatissima canapa tessile, per cui ci si poteva sempre fumare qualche zainetto in caso di briefing operativo.