I Bin Laden non hanno resistito: i marmi di Carrara sono cosa loro

Nell'estate scorsa, la società di famiglia di Osama Bin Laden ha acquistato il 50% di Marmi Carrara, titolare di una bella fetta delle cave del marmo più prezioso

È il terzo gruppo mondiale nel settore costruzioni, e solo negli uffici di Londra occupa 400 architetti. Dal punto di vista economico una potenza. Il problema è il nome. Così quando, nell'estate scorsa, la società di famiglia di Osama Bin Laden ha acquistato il 50% di Marmi Carrara, titolare di una bella fetta delle cave del marmo più prezioso, le perplessità non sono mancate. Ma proprio l'operazione, costata 45 milioni, è un bell'esempio della prudenza con cui operano molti grandi gruppi arabi. I Bin Laden (o, secondo la trascrizione utilizzata per il nome della loro società, Binladin) in zona bazzicano da più di 30 anni, a caccia di pietra bianca con cui rivestire moschee e palazzi. Un po 'alla volta hanno stretto contatti e rapporti con gli imprenditori locali e scelto una sorta di rappresentante-facilitatore: Roberto Pucci, ex sindaco Pd di Massa e imprenditore nel settore delle macchine per la lavorazione del marmo. Poi l'acquisizione, mantenendo alla guida della società i due soci italiani, Andrea Rossi e Alberto Franchi. «Il primo impatto è positivo», spiega Roberto Venturini, segretario della Fillea Cgil di Carrara. «Con loro le lavorazioni della pietra rimarranno in zona. E ci hanno anche presentato un progetto per il recupero dei detriti di lavorazione in cava: 25 milioni di investimento e 100 nuovi posti di lavoro».

A fondare il gruppo Binladin, sede a Jedda, fu il padre di Osama, Mohammed: non imparò mai a leggere correttamente ma fu geniale nello sfruttare il boom economico degli Anni 50 e i suoi legami con la famiglia reale saudita. Nel consiglio di amministrazione oggi ci sono 13 dei suoi 25 figli (a cui si aggiungono 29 figlie, avute da un numero imprecisato di mogli). Tutti hanno disconosciuto Osama. Il gruppo ha un giro d'affari di circa 100 miliardi di dollari ed è oggi impegnato nella costruzione del grattacielo più alto del mondo, la Kingdom Tower di Jedda. Alla fine dei lavori supererà il chilometro di altezza. Per il marmo di Carrara il futuro è assicurato.