I divorzi per colpa di Facebook: così l'avvocato usa i social

Sui social gli avvocati raccolgono tutti gli indizi e le prove per le cause di divorzio

"Non posso andare a prendere i bambini a scuola, ho la tibia rotta". Poi l'ex moglie scopre su Facebook che il marito in realtà si trovava su un panfilo a Montecarlo senza gesso. Quando è tornato a casa ha trovato un'intimazione del giudice e il rischio di sospensione della responsabilità genitoriale, riporta il Corriere della Sera.

"Si credeva furbo perché aveva bloccato la ex dai suoi contatti. Ma lei ha creato un account falso con la foto di una donna bella e provocante e gli ha chiesto l' amicizia: lui ha accettato subito ed è caduto in trappola", racconta al Corriere Gian Ettore Gassani, presidente dell' Associazione avvocati matrimonialisti italiani (Ami). Di fatto sui social ormai gli avvocati trovano su Facebook tutte le prove da portare in tribunale per le cause di divorzio. Annamaria Bernardini De Pace spiega: "La prima domanda che faccio è: Il vostro coniuge usa i social?. Se la risposta è sì il gioco è fatto: spiego loro cosa devono cercare e che tipo di documenti devono raccogliere. Poi, con un po' di intelligenza e malizia, si incrociano i dati e spesso qualcosa salta fuori". "Una persona che segue su Twitter, commenta spesso i post su Facebook e compare negli scatti pubblicati su Instagram magari è qualcosa di più di un'amica. Un partner che piange miseria e poi pubblica foto di piatti chic geolocalizzandosi in ristoranti di lusso forse non ha tutte le difficoltà economiche che sostiene di avere".

Commenti

cdany

Mer, 20/04/2016 - 15:39

Salve, è successo anche a me la stessa cosa, hanno preso una mia foto su facebook , al timone di una barca a vela. La verità era che aiutavo lo skipper, per un gruppo di turisti, per 30 euro al giorno, per otto giorni, e per una sola volta in un anno. Per l'avvocato della ex moglie, invece asseriva che la barca a vela era di mia proprietà. Da premettere che sono disoccupato e sopravvivo con lavori saltuari di circa 3 o 4 giorni al mese. A seguito di questo, il magistrato mi condannò al pagamento di 1000 euro al mese di mantenimento. Da premettere che la mia ex moglie possiede un patrimonio immobiliare di notevole rilevanza, nonchè redditi derivanti da detti immobili.