I "funghi" dei dehors? Sono potenziali bombe

Un'indagine della procura milanese ha svelato le irregolarità nella conservazione delle bombole di gas: sono potenziali ordigni

Siete mai stati nel dehors di un bar in inverno? Se sì, avrete sicuramente apprezzato quei comodi caloriferi a gas comunemente noti come "funghi" per la loro tipica forma. Bene, da oggi bisognerà stare più attenti, perchè i "funghi" possono trasformarsi in potenziali bombe. È quanto ha rivelato un'indagine della Procura di Milano, che mette sotto accusa lo stoccaggio delle bombole di gas nel momento in cui non sono funzionanti: un procedimento che avviene molto spesso all'interno di locali chiusi, in palese violazione di ogni norma di sicurezza. Se non vengono conservate in un luogo areato, le bombole - sia piene che vuote - sono a tutti gli effetti ordigni che potrebbero esplodere da un momento all'altro - ad esempio in caso di incendio. La procura di Milano ha effettuato indagini su sei esercizi del centro cittadino, scoprendo che in tutti i bar le bombole erano conservate irregolarmente; in una stanza sotterranea di un locale in prossimità del Duomo, in particolare, erano conservate otto bombole accatastate.

Come ha spiegato il procuratore aggiunto Nicola Cerrato, la legge vieta la conservazione delle bombole di gas se non allacciate agli impianti di riscaldamento e, soprattutto, la loro conservazione in ambienti chiusi. "Stiamo anche per emanare una direttiva a riguardo - ha spiegato Cerrato - che disporrà che, in caso di ulteriori violazioni dopo i controlli, si potrà arrivare anche al sequestro preventivo dei locali. Noi - ha aggiunto - più che alla repressione, comunque, ci teniamo alla prevenzione, a sensibilizzare i commercianti alla problematica, a un fenomeno pericoloso, sottovalutato e tollerato". I titolari dei sei locali perquisiti ora rischiano una sanzione pecuniaria per la violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro (un decreto del 2008) e di una legge speciale del ’71 che disciplina l’uso degli impianti a gas.