I genitori di Giorgia parlano degli ultimi istanti di vita della loro guerriera

I genitori di Giorgia Libero hanno raccontato al Mattino di Padova gli ultimi istanti di sofferenza della loro figlia. "Prima di andarsene ci ha fatto riunire"

"Non c'è più molto da dire, non credo che Giorgia si aspettasse che le sue frasi potessero avere tutta questa risonanza mediatica, quello che scriveva sui social era una forma di sfogo personale": con queste parole papà Marino Libero inizia a parlare del suo bellissimo angelo volato in cielo giovedì 18 agosto.

Giorgia Libero era una forza della natura. Da due anni stava combattendo contro il cancro, stava anche per vincerlo, poi le cose sono cambiate. Il suo quadro clinico è peggiorato e Giorgia, nonostante i denti stretti e la voglia di vivere, non ce l'ha fatta. Ha dovuto cedere a quel male terribile che non risparmia nessuno, che non guarda in faccia nessuno, neanche una ragazza di 23 anni.

Giorgia in questi mesi di sofferenza ha condiviso la sua storia sui social network perché proprio in questo modo riusciva a sfogarsi e a trovare il modo di andare avanti. Così migliaia di persone si sono appassionate a lei e alla sua storia e quando giovedì hanno saputo dal fidanzato Federico che Giorgia se n'era andata hanno iniziato a riempire il suo profilo Facebook di messaggi pieni di amore.

Ma ora la parola passa ai genitori di questo angelo che al Mattino di Padova hanno voluto confidare gli ultimi istanti di vita della loro amata figlia. "Giorgia raccontando la sua storia sui social è riuscita a sensibilizzare tantissimi giovani che hanno deciso di iscriversi ai registri dei donatori di midollo osseo e cellule staminali. La malattia non ha mai cambiato nostra figlia. Giorgia era una forza della natura già piccola" - raccontano il papà Marino e la mamma Gigliola.

"Se c’è una cosa che mi resterà sempre di Giorgia - prosegue la mamma della 23enne - è il suo sorriso. Un sorriso che contagiava tutti e che ha avuto sino alla fine". Come scrive il Mattino di Padova, gli ultimi giorni la mamma e il papà di Giorgia li hanno passati in ospedale: "Giorgia voleva che mangiassimo tutti insieme e che dormissimo con lei. Non voleva che ci allontanassimo un attimo".

Il racconto dei genitori continua e la mamma rivela che se per caso le scendeva una lacrima era costretta a dire a Giorgia che era influenzata "perché lei non voleva vederci tristi". "Nostra figlia ha davvero conquistato tutti. Anche i medici di tutti gli ospedali in cui siamo stati sono sempre rimasti colpiti dalla sua voglia di vivere" - dice la mamma Gigliola con le lacrime che le solcano il viso.

"Era sempre riconoscente con tutti. Anche nei momenti più difficili e dolorosi, e sono stati tanti, sempre ringraziava i medici e gli infermieri. Sapeva dell'importanza degli altri e di come se ne può sempre avere bisogno. Oltre a questo lei era molto altruista. Si preoccupava sempre per me, il papà e il fratello Fabio per il quale aveva un incredibile senso di protezione. Si prodigava anche per gli altri pazienti cercando di trasmettere loro la sua enorme voglia di vivere. Una forza incredibile come quella dimostrata una delle ultime volte che era a casa quando è riuscita a salire in macchina per andare in farmacia a recuperare delle medicine per me che non mi sentivo bene" - continua a raccontare la donna.

Ma è proprio in conclusione dell'intervista che i genitori, ripensando alle ultime settimane di sofferenza della figlia, mostrano il vero animo da guerriera della figlia. "È come se avesse calcolato tutto prima di andarsene. È come se avesse aspettato che il papà, che lavora fuori Padova, fosse a casa per le ferie. Ci voleva tutti vicino a sè perché rimanessimo insieme fino alla fine. E così è stato".

Commenti

hornblower

Sab, 20/08/2016 - 15:38

Ciao Giorgia, oggi mi hai salvato dal baratro, ti avrò sempre nel cuore.

esulenellamiaPatria

Sab, 20/08/2016 - 23:10

Che tristezza! Che giustizia divina è questa, che fa morire questa povera ragazza e fa campare autentici/he mascalzoni/e che se sparissero farebbero un favore all'Umanità intera. R.I.P.