I morti del futuro sul social: "Sarà un cimitero virtuale"

Che fine faranno i profili degli utenti morti su Facebook? Le previsioni di una dottoressa in statistica sul futuro del social più famoso del mondo

"Un profilo Facebook è per sempre" questo potrebbe essere lo slogan pubblicitario per promuovere ulteriormente il social network più famoso del mondo. Infatti, da un recente studio sembra risultare che entro la fine del secolo Facebook diventerà il più grande cimitero virtuale al mondo con più profili di morti rispetto agli utenti ancora in vita.

Secondo gli esperti, entro il 2098 la rete che attualmente ha 1.5 bilione di utenti in tutto il mondo, si trasformerà nel più grande camposanto etereo. Il rifiuto di Facebook di eliminare automaticamente le persone morte continua a far sopravvivere un alter ego digitale anche quando l’utente dice addio alla sua vita terrena.

Hachem Sadikki, dottoranda in statistica presso l'Università del Massachusetts, ha formulato questa tesi partendo dal presupposto che la crescita esponenziale di Facebook inizierà a rallentare presto. Sadikki presume inoltre che Facebook manterrà la sua attuale politica su come gestire gli utenti morti. Attualmente quando un utente muore Facebook non elimina l'account, ma lo trasforma in una versione "commemorativa". L'unico modo per eliminare l'account di una persona è effettuare il login e chiuderlo, ma dato che nessuno possiede la chiave di accesso del nostro piccolo mondo surreale, è probabile che la pagina rimanga in vita per molto tempo dopo la nostra morte.

Facebook ha cercato di aggirare il problema chiedendo agli utenti di nominare un "Legacy contact", una sorta di esecutore online. Inoltre ha rifiutato di commentare questa tesi e ha declinato la richiesta di una propria proiezione sulla situazione.

Commenti

idleproc

Lun, 07/03/2016 - 16:38

...poi con la apposita App, da scaricare gratis o a un euro se non vuoi la pubblicità dei servizi di onoranze funebri e di casse da morto, li puoi far risorgere e guardare tutti i selfie che si son fatti in giro e che nessuno si è mai sognato di guardare in vita.