I pm accusano Ei Towers per la scalata ai ripetitori La società: tutto corretto

La Procura di Milano apre un fascicolo per aggiotaggio sulla tentata acquisizione delle antenne Rai da parte della controllata Mediaset

D a operazione industriale a roba da codice penale e da anni di galera. Alle nove di ieri mattina la Procura di Milano fa scattare l'operazione che porta alla luce l'indagine - in corso in silenzio da settimane - sull'unica operazione finanziaria di un qualche rilievo tentata nei mesi scorsi in Italia: la scalata da parte di Ei Towers, la società di impianti di trasmissione del gruppo Mediaset, al suo equivalente pubblico, Rai Way. Era una operazione da oltre un miliardo e duecento milioni di euro che, come è noto, non andò in porto, stoppata dal muro congiunto di una parte del Pd, del governo, della Consob e dell'Antitrust. Sul senso e sulla validità di quella scalata, che puntava a realizzare un colosso a proprietà mista nel sistema delle antenne e delle reti, si è discusso a lungo, e i vertici di Ei Towers continuano tuttora a rivendicare la bontà del progetto. Anche ieri la società con una nota ha ribadito «la piena correttezza dell'operato proprio e dei suoi amministratori che è sempre stato improntato al rispetto delle leggi e alla trasparenza e completezza delle informazioni rese al mercato».

Ma per i pm di Milano le strategie industriali non c'entrano niente: fu tutto un trucco per ingannare i mercati e gonfiare i prezzi delle azioni. Nel registro degli indagati con l'accusa di aggiotaggio finisce l'intero cda in carica in Ei Towers alla data in cui venne varata l'Opas (offerta pubblica di acquisto e scambio) che puntava a rastrellare il 66,7% delle azioni di Rai Way, messe sul mercato dal governo pochi mesi prima con la decisione di quotare in Borsa la controllata Rai. Ai vertici di Ei Towers (controllata al 40% per cento da Mediaset) viene contestata la falsità del comunicato del 24 febbraio con cui l'Opas venne annunciata ai mercati, che non riportava un dettaglio cruciale, secondo la Procura: l'impossibilità di portare a compimento la scalata, visto che al momento della quotazione di Rai Way il governo aveva imposto che il 51% della società restasse in mano pubblica.

Secondo Ei Towers, quel tetto era di dominio pubblico, e comunque non impediva il tentativo di scalata, visto che il governo avrebbe potuto anche all'ultimo momento decidere - per strategia industriale o anche semplicemente per fare cassa - di scendere sotto la maggioranza assoluta. Il 2 marzo, peraltro, un nuovo comunicato di Ei Towers aveva colmato la lacuna, su richiesta della Consob. Ma la Consob non si è accontentata. Non si è limitata a stoppare la scalata, ma ha anche messo nero su bianco le sue critiche nelle carte inviate alla Procura della Repubblica di Milano. Il capo del pool reati finanziari, il procuratore aggiunto Francesco Greco, ha aperto l'inchiesta per aggiotaggio informativo, assegnandola al pm Adriano Scudieri e delegando le indagini alla Guardia di finanza. Nel registro degli indagati sono stati iscritti il presidente del consiglio di amministrazione Alberto Giussani, gli amministratori delegati Guido Barbieri e Valter Gottardi, il consigliere esecutivo Piercarlo Invernizzi, i consiglieri Manlio Cruciatti e Michele Pirotta e l'ex consigliere Richard Adam Hurowitz.

Secondo l'ipotesi della Procura, la scalata era impossibile fin dall'inizio, e il vero obiettivo del comunicato del 24 febbraio era modificare sensibilmente l'andamento dei titoli di entrambe le società interessate dall'operazione. Ed in effetti, come era inevitabile, i titoli salgono: del 14 per cento quello di Rai Way, dell'8% quello di Ei Towers. Difficile, però, che sia stato il semplice andamento delle azioni a convincere la Procura a partire all'attacco così pesantemente: anche perché è abbastanza ovvio che se l'accusa venisse confermata, il passo successivo dei pm sarebbe andare a scavare non solo sul ruolo dei consiglieri ma anche su quello degli azionisti di riferimento. Negli ambienti giudiziari ieri non si è voluta confermare la voce secondo cui nei giorni immediatamente precedenti l'Opas sarebbero stati individuati rilevanti compravendite dall'estero di titoli Ei Tower e Rai Way. La perquisizione, realizzata dalle fiamme gialle del nucleo di polizia valutaria, aveva l'obiettivo di trovare riscontri anche a queste ipotesi. Nel frattempo, i titoli di entrambe le società quotate ne pagano le conseguenze in Borsa: -2,4 Ei Tower, -2,2 Rai Way.

È il valore complessivo della scalata di Ei Towers a Rai Way, non andata in porto dopo lo stop di governo, Consob e Antitrust

È la quota di azioni di Rai Way che Ei Towers, controllata al 40% da Mediaset, voleva rastrellare. Ma poi arrivò lo stop