I "predoni del deserto" arrivano nel Triveneto

La vicenda del pullman di ragazzi del bellunese assaltati da una banda di nordafricani non può che lasciare esterrefatto chiunque crede ancora alla tutela del cittadino e a un efficace ruolo delle Istituzioni

La vicenda del pullman di ragazzi del bellunese assaltati da una banda di “predoni” nordafricani non può che lasciare esterrefatto chiunque crede ancora alla tutela del cittadino e a un efficace ruolo delle Istituzioni, due elementi che nella notte del 31 ottobre scorso sono palesemente e gravemente venuti meno e a questo punto non si può fare altro che analizzare l’episodio nella speranza che fatti di questo tipo non avvengano mai più e che i responsabili vengano immediatamente individuati e perseguiti.

Il resoconto di Valentina Tormen può essere utile per capire alcune delle dinamiche dell’assalto che va ben oltre il semplice atto criminoso ma potrebbe addirittura essere classificato come premeditato e motivato anche da odio etnico, se durante le indagini dovessero emergere anche ripetuti riferimenti dispregiativi nei confronti degli aggrediti in quanto locali.

L’aggressione sarebbe scattata in seguito al tentativo, da parte di un ragazzo bellunese, di difendere una sua amica dalle molestie di uno dei delinquenti e sappiamo bene tutti la considerazione che i maghrebini in questione possono avere per il genere femminile. Bisogna però notare che ridurre il tutto a una semplice “rissa da discoteca” significa non cogliere dei chiari segnali che vanno ben oltre. Il modus operandi della banda nordafricana mostra un’evidente familiarità con episodi di questo tipo e una sbalorditiva naturalezza nel radunarsi repentinamente e nel mettere in atto assalti coordinati utilizzando oggetti contundenti, armi da taglio in loro possesso e accerchiando un pullman con uno stile che non ricorda soltanto le imboscate dei predoni nel Sahel ma anche quelle dei jihadisti nel Sinai. Contesti e motivazioni differenti ma lo stile è pur sempre il medesimo.

I predoni nordafricani sapevano bene cosa fare, organizzati, coordinati e numerosi: non quindici, come inizialmente riferito, bensì una cinquantina. Sorge dunque spontaneo chiedersi come sia possibile che un tale numero di individui socialmente pericolosi abbiano potuto mettere liberamente in atto un’aggressione del genere. Chi erano? Da dove arrivavano? Erano residenti nella zona? Da quanto? Avevano precedenti penali? Le forze dell’ordine erano al corrente della loro presenza sul territorio? Come già precedentemente detto, le modalità con le quali si sono mossi lasciano trasparire una chiara familiarità con quel tipo di violenza. Valentina spiega inoltre che i Carabinieri sono giunti in loco dopo mezz’ora. I maghrebini hanno dunque avuto tutto il tempo di perpetrare l’assalto e fuggire. Al momento soltanto tre pare siano stati fermati.

La ragazza ha inoltre fatto un’affermazione alquanto significativa: “Non siamo stati educati alla violenza in questo modo - ci siamo trovati in una situazione orrenda e pur essendo noi in quasi 70, non siamo riusciti a difenderci alla pazzia di questi sporchi individui”.

Teoricamente in uno stato civile, dove vige il diritto, dove le Istituzioni fanno il loro lavoro e dove vige la certezza della pena, il cittadino non ha bisogno di essere “educato alla violenza” e non dovrebbe neanche essere messo nelle condizioni di doversi difendere da solo. In caso contrario non parliamo più di paese civile, di democrazia, di Stato con la S maiuscola, ma piuttosto di Stato fallito.

Commenti

ORCHIDEABLU

Mar, 03/11/2015 - 17:52

LA LEGA COLPEVOLE DI IGNORANZA COLOSSALE.ADESSO GLI EXTRACOMUNITARI LI GOVERNERA' SOLTANTO CHI SAPRA' CONQUISTARE LA LORO FIDUCIA.NON TORNERANNO INDIETRO PERCHE' DAI LORO PAESI LI SPINGONO AD EMIGRARE.FACCIAMO IN TEMPO A CURARLI ADESSO CHE HANNO BISOGNO DI NOI ,PERCHE' PRIMA O POI SI ORGANIZZERANNO PER PROPRIO CONTO,LAVORANDO IN PROPRIO E CON STRUTTURE GESTITE DAI LORO FIGLI,I SOLDI LI HANNO PER FARLO,NON I POVERI,MA QUELLI CHE SI STABILISCONO PER CREARE POSTI DI LAVORO ECONOMIE DIVERSE.

Ritratto di 100-%-ITALIANA

100-%-ITALIANA

Mar, 03/11/2015 - 19:53

@ Orchidea....rossa lo sa che scrivere in maiuscolo equivale a gridare??? - Curarli???? Ma lo sa che già usufruiscono delle cure sanitarie e quasi sempre hanno la precedenza rispetto a noi Italiani (ha mai provato a farsi 1 giro in qualche pronto soccorso)- Conquistare la loro fiducia???? Guardi che sono loro a venire a casa nostra NON invitati quindi sono loro a doversi conquistare la NOSTRA fiducia e non viceversa - Lei stessa afferma che "I SOLDI LI HANNO" ed allora perché hanno lasciato negli escrementi le loro patrie ed i loro connazionali? Chi ama la propria Patria non l'abbandona - Circa l'ignoranza della Lega, non voglio abbassarmi agli insulti quindi....vada a banchettare con sale carbossico

Maver

Mar, 03/11/2015 - 20:08

@orchodeablu nessuna possibilità di dialogo, nessuna volontà di cercare un compromesso sino a quando si verificheranno manifestazioni di palese razzismo all'indrizzo degl'italiani (fra l'altro a casa loro). Perché di questo si è trattato: di schifoso, lurido razzismo rivolto contro la nostra gente e sarà bene iniziare a chiamarlo per nome. Ha capito?

Ritratto di centocinque

centocinque

Mer, 04/11/2015 - 09:20

Si possono accogliere e integrare solo quelli che rispettano le leggi e sopratutto il civile convivere.

ORCHIDEABLU

Mer, 04/11/2015 - 09:58

X MAVER.MA E' PROPRIO PER QUESTO CHE C'E' L'HO CON LA LEGA.SIETE STATI VOI PER PRIMI A FARE I RAZZISTI NON LORO.ADESSO POSSIAMO SOLO RIMBOCCARCI LE MANICHE E RICOMINCIARE UNA NUOVA STORIA PER UN FUTURO DIGNITOSO PER TUTTI NOI ITALIANI E STRANIERI.