I preti sposati chiedono di tornare a dire messa

I preti che hanno deciso di mettere su famiglia hanno inviato una lettera molto particolare indirizzata al Papa in cui richiedono di poter tornare a dir messa ma allo stesso tempo mantenere lo status acquisito

Una lettera destinata direttamente al Papa da un gruppo di preti che sono stati allontanati dalla Santa Chiesa per aver scelto di perseguire una vita da sposati e che chiedono la riammissione

Un'anomala class action, come l'ha definita Il Messaggero, quella che ha indirizzata una lettera direttamente a Benedetto XVI chiedendo allo stesso di essere riammessi per poter dire messa. La loro lettera è un invito a riguardare la prospettiva della loro posizione chiedendo di essere reinseriti ma allo stesso tempo di poter mantenere la famiglia che si sono creati nel tempo. Una richiesta che ai tempi di Giovanni Paolo II poteva sembrare impossibile oggi invece assume tutte le sembianze di una vera e propria missiva inviata al Santo Pontefice, giustificata anche dal fatto che la Chiesa in questo periodo storico sta subendo una penuria di vocazione tra le più gravi in assoluto. Infatti, i dati dei seminaristi sono allarmanti. La carenza di preti fa accorpare spesso più parrocchie in modo da poter affidare ad un solo sacerdote la gestione di una moltitudine di fedeli provenienti da vari ambienti parrocchiali.

Papa Francesco aveva già promesso di affrontare il discorso dei "preti sposati" nel 2015, quando durante un incontro con i parroci di Roma decise di dichiarare che:"È presente nella mia agenda" il discorso dei preti che hanno deciso di intraprendere una vita coniugale.

In tutto gli ex sacerdoti che hanno firmato la lettera sono 300, firmata dall'associazione Vocatio. Lo stesso Papa Benedetto XVI già nel 1967 aveva iniziato ad avanzare l'idea di un reinserimento degli ex preti a causa della penuria che, anche in quel periodo, stava colpendo la Santa Sede:"in molte parti della Chiesa si fa sentire sempre di più, non si potrà fare a meno di esaminare un giorno con tranquillità questa questione. L'evitarla sarebbe inconciliabile con la responsabilità dell'annuncio della Parola di salvezza al nostro tempo".

Ora si attende una risposta da parte del Papa che dovrà esaminare la questione.