I selfie fanno più vittime degli attacchi degli squali: 12 le morti solo nel 2015

La statistica è stata rivelata dal portale US "Mashable". Eppure il trend degli autoscatti pericolosi non sembra rallentare

I selfie fanno più vittime degli attacchi degli squali. Sembra assurdo ma è così.

L'autoscatto è di moda da quando gli smartphone hanno invaso il mercato. Quasi nessuno sa resistere alla tentazione di un autoritratto che, in alcune situazioni, può diventare molto pericoloso e portare addirittura alla morte. La moda del selfie ha causato in tutto il mondo incidenti anche fatali, ma ciò non sembra rallentare il trend. Le foto vengono condivise con gli amici e pubblicate sui social media, dove addirittura sono nati hashtag che raggruppano appunto gli autoscatti audaci.

Secondo una statistica gli attacchi da parte degli squali hanno ucciso nel 2015 8 persone, i selfie ben 12. A parlarne è il portale US "Mashable".

Sempre numeri bassissimi, sia chiaro, ma pensare che 12 persone sono morte per scattarsi una foto fa venire i brividi. Diversi gli avvenimenti nel mondo, come il caso dei tre giovani indiani che hanno provato a farsi un selfie con il treno in arrivo, oppure della ragazza che si è arrampicata sul tetto di un treno per scattare il "selfie definitivo" e mettendosi gambe all’aria ha toccato i cavi della tensione, una scarica da 27000V fatale.

Non si può dimenticare poi il giovane spagnolo incornato e ucciso da un toro mentre cercava di farsi un selfie "in corsa". L’ultimo caso sfortunato è quello del turista giapponese caduto a settembre da una scalinata del Taj Mahal, in India: un passo all’indietro e una lunga caduta.

Addirittura negli Stati Uniti, i parchi naturali furono costretti a chiudere perché i visitatori volevano fare i selfie con gli orsi.

In Italia, invece, si registra il caso di 16 ragazzi, tra maschi e femmine, individuati dalla polizia, che si erano scattati un selfie proprio sui binari della linea ferroviaria del Brennero tra Bologna e Verona. Nelle foto, a quanto pare, non si vedono proprio i treni in arrivo; ma nessuno assicura che, mentre i ragazzi, siedono, si sdraiano, si abbracciano in gruppo sui binari, un treno non stia davvero per arrivare. Per fortuna non è successo nulla di grave, ma non è difficile intuire il rischio che hanno corso.