Igor il russo, l'ex compagno di cella: "E' diventato Ezechiele dopo la conversione"

L'ex compagno di cella di Igor il russo racconta: "In cella era capace di fare cinquemila addominali ogni giorno, salvo la domenica perché andava a messa"

"Igor è uno fuori dal comune, uno davvero particolare, conosce bene le lingue, sicuramente il cinese e il serbo. È in forma fisica perfetta: in cella era capace di fare cinquemila addominali ogni giorno, salvo la domenica perché andava a messa. Cominciava puntuale alle sette e se si stancava ci chiedeva di legargli le gambe al letto per obbligarlo a continuare con le flessioni". A raccontarlo al Corriere della Sera è Mirko (nome di fantasia), l'ex compagno di cella di Igor Vaclavic il russo, alias Norbert Ezechiele Feher, il killer ricercato per l'omicidio di un barista a Budrio, nel corso di una tentata rapina, e di una guardia ecologica volontaria uccisa una settimana dopo nella zona di Portomaggiore.

Mirko, 38 anni di cui più di 5 passati in carcere per una rapina, rivela di essere stato contattato da Igor il mese scorso anche se i dettagli li ha rivelati soltanto ai carabinieri del Ros. Gli investigatori lo hanno interrogato perché pensavano che Mirko avesse dato assistenza logistica al suo ex compagno di cella ma lui è riuscito a dimostrare di essere totalmente estraneo alla fuga di Igor. Resta da capite il motivo per cui Igor lo abbia contattato probabilmente da Valencia dove deve avere soggiornato per un periodo.

Da lì è approdato in Italia e poi in Romagna dove ha compiuti quegli efferati delitti. Mirko ricorda che il russo si qualificava come un soldato dei reparti speciali siberiani impiegato nelle ricerche dei latitanti e in missioni pericolose nella steppa. "Non è mai entrato nei dettagli, - dice l'ex compagno di cella - so solo che a un certo momento dice di avere disertato, non ha mai voluto spiegare il perché. Sosteneva di avere cancellato con il coltello il numero di matricola che aveva tatuato sulla caviglia interna sinistra dove aveva in effetti una cicatrice" .

"Diceva che con il coltello avrebbe potuto scuoiare vivo un uomo" ma sosteneva di non aver ammazzato nessuno e che i veri uomini usano lame o arco e frecce. In carcere, però, era un detenuto modello che traduceva a un detenuto cinese le lettere della moglie e amava guardare i documentari e i cartoni animati."Avessi dovuto affidargli mia figlia per qualunque necessità, lo avrei fatto senza indugi", racconta Mirko. Ed è sempre qui che decide di convertirsi da cristiano ortodosso a cattolico. "Lo cresimò il parroco del carcere. Ricordo che passammo un mese a cercare un nome, ne voleva uno religioso: e scelse quelli di Ezechiele Norbert. Curioso, ci ho pensato dopo, rivedendo Pulp Fiction: Ezechiele era il profeta delle citazioni bibliche di fantasia nelle uccisioni del killer", dice Mirko.

Commenti

media

Mar, 18/04/2017 - 23:13

Se il barista avesse ucciso "igor" cosa gli sarebbe successo?