Ilva, gli operai protestano negli stabilimenti di Taranto

Decine di lavoratori in assemblea, dopo aver manifestato all'interno dell'acciaieria contro lo "spegnimento" dei reparti sotto sequestro. Il leader dei Verdi querela Clini

L'Ilva di Taranto

Nei reparti dell'Ilva c'è fermento. Nell'acciaieria di Taranto, che ha iniziato a interrompere l'erogazione di luce e acqua nei reparti sottoposti a sequestro, decine di lavoratori hanno protestato questa mattina, nell'area vicina alla direzione, per poi spostarsi sulla statale Appia, dove hanno istituito un'assemblea, a cui partecipano anche i rappresentanti delle organizzazioni sindacali.

"Qualcuno vorrebbe che i lavoratori lasciassero i reparti per andare a protestare", ha spiegato Marco Bentivogli, segretario nazionale della Fim-Cisl, che sottolineava anche l'estraneità della sigla.

E Donato Stefanelli, segretario provinciale della Fiom Cgil, fa il quadro della situazione: "I capi stanno istigando alla rivolta contro la magistratura", spiega, ma sottolinea che "i sindacati stanno dicendo cosa fare". E che quanto prima sarà necessario convocare la "prima assemblea con tutti i lavoratori per far partire la vertenza nei confronti dell'Ilva, che deve smetterla con il gioco d'azzardo" e "cacciare fuori i soldi per fare un vero piano di risanamento".

A smentire Stefanelli pensa però il presidente cda, Bruno Ferrante, che nega categoricamente la possibilità che i vertici chiedano agli operai la rivolta contro la magistratura.

Mortalità: verdi contro Clini

Il leader dei Verdi, Angelo Bonelli, è tornato oggi a criticare il ministro dell'Ambiente, Corrado Clini, ribadendo la tesi sull'incidenza dei tumori nell'area di Taranto, con il sostegno di una ricerca pubblicata su una rivista scientifica di epidemiologia. "Clini mi ha querelato - spiega Bonelli - per procurato allarme, manipolazione di dati e diffusione di dati falsi. Senza alcun dispiacere io querelo Clini per diffamazione aggravata: le risorse dell'eventuale risarcimento andranno alle famiglie degli operai di Taranto".

Commenti

GilbertoVR

Ven, 21/09/2012 - 13:03

Tutte le parti in causa devono avere il corattio di ammettere che lo stabilmento di Taranto ha poche possibiltà di rimanere in funzione. Altrettanto coraggio bisogna avere del decidere che la riconversione professionale dei dipendenti diretti e dell'indotto, circa 18.000 , costituisce un grave problema ma non impossibile. Attività alternative in ambito produttivo, nel truismo , nella cultura, nella logistica, ecc. sono possibili, pianificabil e realizzabili. temo che probabilmente la resistenza verrà anche dagli stessi lavoratori, abituati, purtroppo e non per colpa loro, ad un lavoro sicuro ma anche spesso, probailmente, con un doppio lavoro in nero. ( ore al giorno di lezione , formazione per molti mesi per ottenere una nuova professionlaità impedirebbe tale libertà

cgf

Ven, 21/09/2012 - 13:56

attento Bonelli che l'incidenza dei tumori in Italia è più alta altrove dove non vi sono acciaierie.

Ritratto di _alb_

_alb_

Ven, 21/09/2012 - 14:03

Tutta questa brutta storia di Taranto pare basarsi unicamente sulla fuffa LNT (Linear No Treshold). Una teoria che dice che, siccome se uno beve 100 caffé ha una possibilità al 50% di morire, allora 1 caffè farà morire una persona su 200... Dovremmo riappropriarci della ragione e buttare alle ortiche queste stupide teorie, tra l'altro smentite n-mila volte, ma che rimangono unicamente per scaricare la resposabilità di qualcuno. Paracelso 500 anni fa già aveva capito che « Tutto è veleno, e nulla esiste senza veleno. Solo la dose fa in modo che il veleno non faccia effetto. ». E un altra persona intelligente - Einstein - a proposito di teorie diceva "mille conferme non possono mai convalidare una teoria, mentre una sola confutazione la invalida". Quindi? Di cosa stiamo a discutere ancora?

vfangelo

Ven, 21/09/2012 - 14:27

Ancora questo bonelli? vuole denunciare clini? ma questi rammolliti che hanno fatto sporcare L'Italia senza mai dire una parola,adesso il signorino vuole anche denuciare,perche non c'è rischio,se si trattava della mafia che scaricava rifiuti tossici non una parola,perche questo cacasotto insieme a pecoranio se la facevano sotto,ma adesso hanno preso fiato questi indefinibile figuri... maaa.

agosvac

Ven, 21/09/2012 - 14:34

Molto bene: tu quereli me per procurato allarme, io querelo te per diffamazione!!! Chi la spunterà tra i due? Quello che vorrebbe che l'azienda andasse avanti col risanamento, oppure l'altro che invece la vorrebbe definitivamente chiusa mettendo sulla strada più di 20 mila famiglie??? Logica vorrebbe che l'avesse vinta chi vuole mantenere la produttività pur con i giusti interventi sulla sicurezza ed il risanamento della zona. Ma una cosa è la logica altra ben differente è l'applicazione di alcune leggi. In fondo ai magistrati cosa può importare delle famiglie che perdendo lavoro il loro capo andrebbero a morire di fame?? A loro potrebbe importare di più applicare leggi stupide. Tra l'altro in Italia attualmente si fa un gran parlare dell'Ilva do Taranto ma nessuno dice cosa succede nel resto del mondo con le acciaierie. Che soluzioni hanno adottato??? Che problemi di salute hanno quelli che vivono vicino alle "altre" acciaierie??? E, dulcis in fundo, che benefici finanziari avrebbero nel resto del mondo con la chiusura della maggiore acciaieria europea????? Cui prodet questa eventuale chiusura? E quanto sarebbero disposti a spendere tutti quelli che ne beneficerebbero?? e questi soldini a chi andrebbero???????

Ritratto di miladicodro

miladicodro

Ven, 21/09/2012 - 14:53

Questi sono tutti fuori di testa.Ecco il sistema per distruggere una Nazione.La Penisola pullula dei seguaci del pecoraro scanio d'antan,se vuoi rovinare un economia,dopo i sindacati metti i verdi e poi i diversi al governo. e torneremo tutti all'età della pietra.Una volta spenti i forni non ripartiranno più,in modo che poi i morti saranno di fame.

paolo b

Ven, 21/09/2012 - 15:56

non hanno ancora capito che qualcuno vuol far chiudere gli impianti per creare caos !!!! e che pur di raggiungere lo scopo non gli interessa nulla di 20000 persone che con indotto e famiglie sono una media città. Dei morti di tumore non è mai interessato nulla a nessuno, solo ora cavalcano la questione.

Leonardo Marche

Ven, 21/09/2012 - 16:47

La querelle tra Clini e Bonelli è molto interessante. In questo Paese si è stati capaci di scrivere di tutto, pur di spaventare la gente o fare opinione in un certo senso. Il nucleare docet. Ma si potrebbe parlare di inquinamento elettromagnetico ed altri spauracchi tirati fuori di volta in volta. Ora la magistratura ha i riflettori puntati contro. Vediamo se farà un po di luce e contribuirà a ripristinerà l'abitudine di fare chiarezza e di non confondere le carte (e le idee..).