Immagini iconiche e spunti moderni

Sono accadute molte cose in Gucci, dall'inizio del 2015, un piccola rivoluzione assimilabile a quella che, nel 2004, coincise con l'addio del binomio Domenico De Sole e Tom Ford. Il trend in flessione verificatosi nel 2014, infatti, ha convinto il Gruppo Kering, di cui la Casa fiorentina fa parte, dare un segnale forte di cambiamento, affidando la guida a Marco Bizzarri, al posto di Patrizio Di Marco. Il manager, ultimamente ceo della Divisione Lusso del Gruppo, al momento di scegliere il nuovo Direttore Creativo, in sostituzione di Frida Giannini, ha stupito tutti, puntando il dito su Alessandro Michele, primo collaboratore della Giannini e da oltre dieci anni in Gucci.Ci si aspettava un nome altisonante, ma Bizzarri ha voluto privilegiare chi conosceva Gucci dalla A alla Z, chi ne condivideva la straordinaria storia e le più recenti evoluzioni, chi aveva operato a stretto contatto con le persone dello staff tecnico e creativo, chi padroneggiava i processi di lavoro: in questo senso, Michele, su Gucci aveva una sua visione più emozionale e contemporanea e meno legata al concetto di heritage, che ha convinto Bizzarri. Una visione che può essere sintetizzata dalle parole del filosofo romano Giorgio Agamben: «È davvero contemporaneo chi non coincide perfettamente con il suo tempo». La discontinuità del new deal si è vista immediatamente, unitamente ai consensi di pubblico e addetti ai lavori, ma i cambiamenti non sono finiti qui, visto che la divisione Timepieces & Jewelry, categoria strategica per Gucci, dopo l'addio di Michele Sofisti nel dicembre del 2014, dal marzo di quest'anno è timonata da Stéphane Linder, manager proveniente da più di 20 anni di esperienza in TAG Heuer (ne è stato ceo per più di un anno e mezzo fino alla fine del 2014). E, anche qui, i primi risultati sono sotto ai nostri occhi, in particolare, con il lancio della nuova collezione Diamantissima, destinata alla donna, e composta da cinque modelli distribuiti su tre misure: 22, 27 e 32 mm.Tutti sono connotati dal motivo diamante sul quadrante minimal e sulla carrure (ton sur ton o PVD black) a dissimulare un effetto stampa su tessuto (solo la versione più piccola reca un quadrante in madreperla con quattro diamanti ai quarti): il motivo diamante trae ispirazione dalla famosa tela Gucci stampata con motivo a losanga. La cassa rotonda presenta una lunetta lievemente bombata e monoanse centrali carré, ed è declinata in acciaio su quadrante bianco e bracciale o PVD oro rosa su quadrante nero con cinturino di vitello nero abbinato. Ecco, poi, otto nuovi modelli della collezione Gucci Dive, anch'essi con movimenti al quarzo Swiss Made, su cui spiccano cromie accattivanti ed effetti glamour.Lanciato nel 2013, quale vero orologio sportivo subacqueo ad alte prestazioni, il Dive prevede il datario al 6 ed è garantito impermeabile fino a 200 metri. Tutti in acciaio, e distribuiti su tre misure di cassa (32, 40 e 45 mm) adottano la ghiera girevole unidirezionale, zigrinata sul bordo e graduata con la scala sessagesimale sul disco interno in vetro e prevedono un'interessante costruzione modulare della cassa, con la silohuette tonneau della carrure a chiudersi sulle anse, «svuotata» sul fianco, per accogliere due profili simmetrici avvitati (in alcune versioni, PVD black), uno dei quali definisce le spallette di protezione della corona, serrata a vite.Immancabili, i dettagli caratteristici di Gucci, quali l'iconico web verde-rosso-verde su alcuni quadranti, oppure, sul fondello, l'incisione dello storico stemma della Maison: un cavaliere che porta una valigia e una borsa invece di scudo e spada, a richiamare l'epoca in cui Guccio Gucci lavorava come facchino presso l'hotel Savoy di Londra.