Napoli, migrante ha la tubercolosi. In paese si diffonde la paura

Il 25enne del Gambia potrebbe aver contagiato anche i coinquilini di Terzigno

Ora è in isolamento, ma il terrore permane. A Terzigno, in provincia di Napoli, un 25enne immigrato del Gambia è stato colpito da tubercolosi.

Sottoposto a una broncoscospia e a una tac polmonare e ricoverato presso l’Ospedale Umberto I di Nocera Inferiore, il giovane africano ha riscontrato la temutissima malattia infettiva e i medici hanno preferito esaminare anche gli inquilini che vivevano con lui nella struttura ricettiva di via Zabatta, che attualmente accoglie una decina di migranti.

Per fortuna il ragazzo non sembra in pericolo di vita, ma le possibilità che anche gli altri ospiti dell’albergo siano stati contaminati sono alte. Ci ha pensato il dottor Nicola Trinchese, epidemiologo dell’Asl Napoli 3 Sud, a dare la notizia di questo raro caso di tubercolosi al corpo dei carabinieri e alla giunta comunale di Terzigno. Dove il panico sta contagiando i cittadini.

Commenti

maricap

Ven, 25/09/2015 - 00:24

Malattie già debellate in Europa, rientrano portate dagli invasori Cittadino del Gambia, nazione con grandezza metà della Sicilia ma con solo un milione e mezzo di popolazione. Si affaccia sull'oceano e ha un'ottima irrigazione, garantita dal fiume Gambia che lo attraversa per tutto il territorio. Nessuna guerra in corso, quindi cosa ci faceva questo suo cittadino, in una struttura ricettiva italiana? Sboldrina diccelo tu, dato che anche questa è una tua Risorsa.

Raoul Pontalti

Ven, 25/09/2015 - 01:48

Roba da morir dal ridere: "raro caso di tubercolosi" quando la TBC è stata per millenni la malattia per eccellenza degli europei che peraltro li ha forgiati rendendoli più resistenti rispetto alle etnie amerinde, africane e asiatiche meridionali. Oggi la TBC in Italia è praticamente confinata come malattia clinica a immunodepressi (tossicodipendenti, malati oncologici, malati di AIDS, etc.) e anziani in condizioni disagiate specie nell'Alta Italia, ma non è una malattia rara. Nulla esclude, e per contro le evidenze epidemiologiche fanno con alta probabilità ritenere, che l'africano la malattia tubercolare l'abbia contratta qui. PS: la foto a corredo dell'articolo è un'infamia, riferendosi al trasporto di un deceduto per febbre emorragica da virus Ebola in Africa occidentale.

gesmund@

Ven, 25/09/2015 - 10:33

In Italia, tra gli italiani, è quasi sparita, rispetto a solo 30 anni fa. Tanti dispensari tubercolari hanno chiuso. Invece gli estra, specie dall'est Europa e sud America, e anche Cina e in genere Asia, sono quasi tutti positivi alla tubercolina, anche se la stragrande maggioranza non ha sviluppato la malattia, che da loro è resta endemica. Forse un po' meno tra gli africani, almeno questa è la mia impressione. Invece i loro figli nati in Italia sono tutti negativi alla tubercolina: non hanno fatto nessun brutto incontro da noi. Almeno per ora.

maricap

Ven, 25/09/2015 - 11:11

@Pontalti. Ma certo, l'africano la tubercolosi l'ha contratta sicuramente qui, e dato il clima, gli si è sviluppata a tempo di record. Tu dicci piuttosto, da quanto tempo il disgraziato, desinava alla tua mensa, e dormiva nel tuo letto, mica per niente, stiamo solo facendo un'indagine su chi può avergliela trasmessa.Ihihih