Imprenditore italiano ucciso da un operaio in Portogallo

La vittima è un 59enne beneventano: litigio per questioni economiche, il dipendente lo colpisce con un trapano

Imprenditore italiano ucciso nella sua azienda in Portogallo, finisce in manette il dipendente accusato di averlo colpito a morte con uno strumento utilizzato per la lavorazione del marmo.

La tragedia è avvenuta a Borba, nella regione dell’Alentejo, al confine con la Spagna. Per cause che sembrerebbero da ricondurre a dissidi di natura economica, un operaio 61enne di origini marocchine ha colpito a morte il 59enne Antonio Iarossi, di Airola in provincia di Benevento. Lo avrebbe colpito con uno degli strumenti di lavoro nell’azienda dell’imprenditore beneventano che s’occupava della lavorazione di marmi. Il 59enne è stato colpito più e più volte, alla testa e al petto, con un grosso trapano che gli operai avevano in dotazione.

L’omicida, come riferisce Correio da Manha, avrebbe tentato di disfarsi del corpo del suo datore di lavoro ma non sarebbe riuscito nel suo intento. L’aggressione mortale è avvenuta nella giornata di sabato e in queste ore il marocchino, che non ha opposto resistenza all'arresto e avrebbe ammesso le sue responsabilità, starebbe collaborando attivamente con gli inquirenti.

La notizia è subito giunta nel Sannio dove è stata accolta con profondo sgomento. I familiari dell’imprenditore che s’era trasferito da diversi anni in Portogallo, infatti, vivono ancora in Italia. E dal Sannio hanno raggiunto il centro lusitano dove il 59enne ha trovato la morte.