Vicenza, muore imprenditore: la ditta in eredità agli operai

Leonardo Martini (senza figli) non voleva lasciare l'azienda ad estranei e ha deciso di affidarla per testamento ai dipendenti

Sembra un racconto tratto da Cuore di Edmondo de Amicis. Un quadro sbiadito di un'Italia che pare non esistere più, ma che - in realtà - continua a vivere nei gesti e nei sacrifici di tanti uomini. Di tanti eroi del lavoro, che dedicano tutta la propria vita ad esso.

Leonardo Martini era uno di questi uomini. Aveva un'azienda, la Dioma di Vicenza, che produceva cruscotti per auto. Un vero e proprio gioiello dell'industria italiana, che collaborava anche con Audi e Volkswagen.

Prima di morire, l'imprenditore veneto ha deciso di lasciare l'azienda in eredità ai suoi 25 dipendenti storici. Un omaggio, un riconoscimento di un lavoro ben fatto che non può arrestarsi a causa della morte del "paròn". 

Ha rifiutato il funerale religioso chiedendo però che venisse celebrato un laicissimo funerale nel capannone della Dioma, quel capannone che per lui doveva essere più sacro di qualsiasi chiesa.

Il lavoro per lui era un onore e il mantenimento dei propri operai un dovere. Vedeva in loro i figli che non aveva mai avuto e, come era giusto che fosse, proprio a loro Martini ha affidato l'azienda.

Commenti
Ritratto di Dreamer_66

Dreamer_66

Gio, 04/12/2014 - 12:52

Mitico!

Ritratto di Loudness

Loudness

Gio, 04/12/2014 - 12:59

Gran bel gesto. Peccato che ora per gli operai cominceranno i problemi, visto che in questo Stato è un crimine avere un'azienda e, quando non è considerato un crimine, è considerato un salvadanaio al quale Agenzia delle Entrate, Equitalia, Fisco, ASL ecc ecc possono accedere come vogliono fino a spolparlo del tutto lasciandolo morto. Auguri 25 eredi... ne avete proprio bisogno.

Ritratto di Zagovian

Zagovian

Gio, 04/12/2014 - 13:02

Gesto coerente con questa persona!Ora i "lavoratori",verificheranno sulla loro pelle,cosa significa "mandare avanti una azienda" in italia(concorrenza,sindacati,banche,burocrazia,tasse,etc.etc.).Auguri!!

Aristofane etneo

Gio, 04/12/2014 - 13:15

Giuro, mi si creda, sono con le lacrime agli occhi e non ci posso far nulla. Anzi: non ci voglio far nulla.

Ritratto di Jaspar44

Jaspar44

Gio, 04/12/2014 - 13:20

...ma la Camusso - datata 1970 - sproloquia dal palco - con l'elmetto rosso in testa - ancora di padroni e operai sfruttati. Regalatele un calendario e con il calendario sotto il braccio mandatela a lavorare.

Daniele Sanson

Gio, 04/12/2014 - 13:30

La grandezza di questa persona stá nel gesto compiuto e comunque in risposta a Zagovian e Loudness , Voi pensate che una simile persona non abbia reso partecipi i propri dipendenti, in tutti questi anni, delle consuetudini che accompagnano tristemente ogni datore di lavoro che cerca in tutti i modi di fare impresa in questo Paese oramai arrivato alla autodistruzione ? Sono sicuro che pur tra mille difficoltá se la sapranno cavare piú che bene . danisan

Ritratto di laghee100

laghee100

Gio, 04/12/2014 - 13:43

venticinque sono troppi ! ho paura che tra qualche anno l'azienda non esisterà più ! spero vivamente di sbagliarmi !!

Tero59

Gio, 04/12/2014 - 13:51

Ho avuto la fortuna di avere L.Martini e la DIOMA come fornitori. Il gesto compiuto è in linea con la persona che, nonostante il suo rude e spigoloso carattere, era di una correttezza ed una proattività assolute.Abbiamo discusso molte volte (anche animatamente), le sue uniche preoccupazioni erano la DIOMA e le persone che vi lavorano. Un esempio x tutti quelli ("impreditori" in primis) che pensano che il problema delle aziende sia l' art18. A CASA IL CIALTRONE TOSCANO e tutti i suoi amici!!

meloni.bruno@ya...

Gio, 04/12/2014 - 13:51

La sua famiglia erano i suoi operai,presi in affidamento da una società come la nostra in declino,sicuramente non lo dimenticheranno perchè avrà qualcuno dove posare i propri fiori.

Ritratto di Gigliese

Gigliese

Gio, 04/12/2014 - 13:53

Un vero ITALIANO.

buri

Gio, 04/12/2014 - 14:30

speriamo che o beneficiari siano degni dell'eredità e che l'azienda vada avanti, se non altro che per onorare òa memoria di quell'uomo

krgferr

Gio, 04/12/2014 - 14:49

Temo che tra i 25 dipendenti possa esservi un sindacalista, quanto meno in potenza, ed allora sì che per la povera azienda ( e per gli altri 24 ) sarà dura. Saluti. Piero

baio57

Gio, 04/12/2014 - 14:54

Azz,pensavo l'avesse lasciata al sindacato....

Beaufou

Gio, 04/12/2014 - 15:14

Ditelo alla Camusso e a Landini, che ci sono anche "padroni" di questo genere. Loro non ci crederanno, ma diteglielo lo stesso.

Ritratto di panteranera

panteranera

Gio, 04/12/2014 - 16:00

Grande Uomo... Auguri ai dipendenti che continuino a far apprezzare nel mondo quel poco che resta dell'eccellente made in Italy, siano degni di tale generoso lascito e riescano a difenderlo dagli esattori vampiri e avvoltoi sempre pronti a dissanguare le libere e oneste imprese per ingrassare politici e banchieri...

Paul Vara

Gio, 04/12/2014 - 16:23

Silvio, prendi spunto che l'ora si avvicina (e che tanto non ti potrai più portar via niente)...

linoalo1

Gio, 04/12/2014 - 16:23

Sicuramente un bel gesto!Ma sicuramente inutile!Sarebbe stato meglio se avesse incaricato un Notaio od un Avvocato, di venderla al miglior prezzo e dividere il ricavato fra tutti i dipendenti!Quell'Azienda,in mano agli Operai,è destinata a chiudere entro breve!Non sono razzista,ma un Operaio,se non ha almeno la Licenza delle Medie Superiori,non sarà mai in grado di gestire un'Azienda!Figurati poi se sono un gruppo di Operai!Lino.

pastello

Gio, 04/12/2014 - 16:33

Bella notizia. Soprattutto perché un'azienda florida di un imprenditore senza eredi é sfuggita ai micidiali artigli degli uccellacci neri del vaticano.

Giampaolo Ferrari

Gio, 04/12/2014 - 16:42

Riposa in pace Gueriero,credo non esitano in quella fabbrica tesserati LANDINIANI,solo uno sarebbe sufficiente da distruggerla.

gi45gi

Gio, 04/12/2014 - 16:43

Questo gesto è emblematico a dimostrazione, ancora una volta, che la stragrande maggioranza dei “padroni” (come li chiama il sindacato) non mira all’arricchimento personale, ma alla crescita della propria azienda. Questo gli operai, ma sicuramente Martini li considerava collaboratori, e non solo i beneficiari, lo dovrebbero assimilare una volta per tutte. “Il gusto, l’orgoglio di vedere la propria azienda prosperare, acquistare credito, ispirare fiducia e clientela sempre più vasta, ampliare gli impianti, abbellire le sedi, costituiscono una molla di progresso altrettanto potente che il guadagno”. Questo diceva Einaudi, purtroppo dopo 60 anni con tutti questi esempi (vedi anche Vighi della Mivar), con decine di suicidi, ci dobbiamo sorbire ancora la Camusso &C con il fazzoletto rosso al collo. Gigi

82masso

Gio, 04/12/2014 - 16:50

linoalo1... Lino, caro personaggio che dà fiato alla bocca tanto per parlare, la quasi totalità delle imprese venete sono state create da persone che a 14 anni erano già a sgobbare, primo; secondo, un'anzienda di quel tipo avrà pure qualcuno che addetto alla progettazione alla contabilità e nel commerciale? o secondo lei 25/25 sono operai? Mi piacerebbe tanto sapere da dove proviene lei, per farmi due risate.

baio57

Gio, 04/12/2014 - 16:53

@ Paul Vara - Soffri di crisi d'astinenza ,non ne puoi proprio fare a meno . Come il cacio sui maccheroni .

Zizzigo

Gio, 04/12/2014 - 17:28

Requiem. Se invece delle persone intelligenti, morissero i cretini...

gedeone@libero.it

Gio, 04/12/2014 - 17:49

Paul Vara, voglio raccontarle una storia vera: negli anni 80 un giovane ingegnere milanese padre di due bimbi che lavorava per una impresa edile, ebbe un incidente con la propria autovettura i cui esiti furono purtroppo infausti. Da quel momento alla vedova, ogni mese e fino alla laurea di entrambi i figli, arrivò puntualmente un bonifico da un anonimo benefattore. Ora provi ad indovinare chi fosse qull'ignoto benefattore.

Otaner

Gio, 04/12/2014 - 18:00

Quell'imprenditore ha lasciato l'azienda ai suoi operai ai quali voleva bene tanto da considerarli suoi figli.Auguro agli operai di mandare avanti l'azienda nel migliore dei modi affinché possano continuare a lavorare e vivere dignitosamente.

Ritratto di Jiusmel

Jiusmel

Gio, 04/12/2014 - 18:04

Grande Martini che la sua anima riposi in pace. Uno schiaffo ai sinistroidi che dicono sempre che i padroni "non possono non essere" sfruttatori. - saluti

rossini

Gio, 04/12/2014 - 18:06

Non c'è che dire l'Imprenditore doveva essere un buontempone ed ha voluto giocare ai sui dipendenti uno "SCHERZO DA PRETE". Ora proveranno le delizie di quello che vuol dire trasformarsi da "dipendente" in "padrone". Non li invidio.

Ritratto di hernando45

hernando45

Gio, 04/12/2014 - 18:29

OLTRE che in crisi di astinenza PAUL VARA non sa neanche leggere,perchè come scritto nell'articolo il Sig Martini NON HA FIGLI, mentre Berlusconi li ha!!!! Buenas Noches dal Leghista Monzese

82masso

Gio, 04/12/2014 - 18:29

gedeone@libero.it... Peccato che non si sia fermato lì, poi ebbe l'insana idea (per l'Italia non per le sue imprese e tasche) di impegnarsi nella cosa pubblica.

Ritratto di allecarlo

allecarlo

Gio, 04/12/2014 - 18:45

x PAUL VARA ....la solita testa di ca.... che deve mettere il Cavaliere in tutte le salse.

Mr Blonde

Gio, 04/12/2014 - 19:24

tutti questi insulti a camusso e landini sono fuori luogo. L'ha lasciata a 25 lavoratori non sindacalisti...

yulbrynner

Gio, 04/12/2014 - 22:13

un bel gesto di altruismo certo per gli operai non sara facile mandare a avanti la ditta... comunque giu il cappello x un imprenditore che non pensa solo a se stesso intanto non vendendo o chiudendo a permesso ai suoi operai di continuare il lavoro con la morte nell'animo e nell cuore e cio' anche se dicono non fosse una persona facile e' davvero lodevole.

beowulfagate

Gio, 04/12/2014 - 22:33

Diceva Fichte:"se non hai niente di meglio del silenzio,taci".Ma per certa gentaglia,martirizzata dalla propria deficienza,il deserto dei loro cervelli si traduce in incontinenza verbale,della quale proprio non riescono a fare a meno.Non so voi,ma io ne ho veramente piene le tasche di dover dividere il mio paese coi vai Paul Vara,82 masso e ciarpame simile. Riguardo all'articolo,avendo fatto l'operaio per oltre vent'anni e conoscendo i miei polli (non tutti ma la maggior parte),auguro all'azienda di esistere ancora nell'anno 2025. Arrivederci.

Ritratto di sekhmet

sekhmet

Ven, 05/12/2014 - 11:25

Se volessi fare un dispetto a qualcuno, gli regalerei qualcosa dalla gestione complicata, ma indispensabile per il suo buon vivere. Potendo, un'azienda. Per i 25beneficiati25 sono cominciati gli affanni, e chiunque non viva di stipendio fisso può capire cosa intendo. Un po' di perfidia c'era, nell'offrire una mela avvelenata ai suoi dipendenti storici. Sekhmet.

Aristofane etneo

Ven, 05/12/2014 - 15:02

Concordo con quanti si dichiarano preoccupati per gli operai che dovranno vedersela con la burocrazia e i burocrati di questo nostro Paese, sempre più cannibalizzato.

Ritratto di laghee100

laghee100

Ven, 05/12/2014 - 17:23

dice un proverbio : "se un altro uomo ti ruba la moglie, non c'è miglior vendetta che lasciargliela".... il sig. Martini ha fatto suo questo proverbio !!!