Incendiava cassonetti "per noia": arrestato pompiere di Pavia

Un vigile del fuoco volontario raccontato ai Carabinieri di avere appiccato il fuoco "per provare adrenalina": è indagato per incendio doloso e truffa aggravata

Bruciava cassonetti "per provare adrenalina operativa". P.M., pompiere di 28 anni residente a Palestro, in provincia di Pavia, è stato denunciato in stato di libertà alla Procura della repubblica presso il Tribunale di Pavia, per i reati di incendio doloso e truffa aggravata.

Come comunica il comando provinciale di Pavia dei Carabinieri, si tratta di un vigile del fuoco volontario, a carico del quale stati raccolti inconfutabili elementi di colpevolezza, quale autore di sette incendi, fra il 2014 e il marzo 2017, e di altri episodi, per cui sono ancora accertamenti in corso, avvenuti tra il 2016 ed il mese di marzo 2017.

I carabinieri del centro in cui si è verificata una serie di "inspiegabili" incendi, tutti concentrati in una zona circoscritta e ai danni di cassonetti dei rifiuti e sterpaglie, hanno notato che ad intervenire sul posto, per primo, era sempre lo stesso vigile del fuoco volontario.

Ad aiutare le indagini dei Carabinieri alcune telecamere posizionate nei pressi delle aree di stoccaggio dei rifiuti colpite che l'hanno ripreso mentre appiccava il fuoco, per raggiungere subito dopo il proprio comando e così essere il primo a ricevere la chiamata e dare il via operativo all'intervento della squadra.

Proprio il brivido di poter giungere sul posto con le sirene spiegate è risultata la ragione di quanto commesso dal giovane pompiere.

Lo stesso infatti, ai militari che gli hanno contestato le prove raccolte a suo carico, si è giustificato, ammettendo i propri addebiti, dicendo che aveva trovato l'incarico "noioso" in quanto, in Lomellina, zona pianeggiante, coltivata a riso e quindi quasi priva di boschi, capita di rado di dover intervenire operativamente.

Stanco di questo e sempre più desideroso di poter emulare i suoi idoli televisivi, il giovane pompiere ha pensato di creare adrenalina, appiccando dei piccoli incendi nelle vicinanze della propria abitazione e del distaccamento che raggiungeva per poter dar l'allarme.

In ogni caso, lo stesso, poiché in seguito agli interventi ha ricevuto la retribuzione prevista in caso di intervento operativo per i volontari, sulla base delle chiamate e degli interventi effettuati, è stato indagato anche per il reato di truffa aggravata. Il giovane vigile, dopo essere stato scoperto, oltre ad aver ammesso le proprie responsabilità, si è dimesso dall'incarico.

Commenti
Ritratto di giovinap

giovinap

Ven, 11/08/2017 - 14:19

non vedo commenti dei buoni patani , come mai ?