Cinghiale causa incidente, paga la Regione

La decisione del giudice di pace di Lanciano che impone l'obbligo del risarcimento dei danni alla Regione Abruzzo a favore di un automobilista

Il giudice di pace di Lanciano, in provincia di Chieti, ha condannato la Regione Abruzzo a risarcire un automobilista dopo l’incidente causato da un cinghiale. La sentenza adesso rischia di far giurisprudenza, cioé di costituire un precendente pilota per moltissime cause del genere, che chiamano in causa la responsabilità degli enti pubblici per (in questo caso) la mancata vigilanza e prevenzione in materia di fauna selvatica e sicurezza dei cittadini.

La decisione, come riporta Il Centro, è stata assunta sul caso di un automobilista che aveva chiesto il risarcimento perché rimasto coinvolto in un incidente stradale sulla fondovalle Sangro. L’uomo, che non riportò danni fisici rilevanti nell’impatto con il grosso animale (avvenuto quasi diciotto mesi fa), ha ottenuto dalla Regione l’ammontare dei danni all’automobile, che assommano a una cifra di poco inferiore ai 3.500 euro.

Tra le motivazioni c’è quella che richiama la Regione alla responsabilità perché non si sarebbe adoperata abbastanza per garantire la sicurezza delle arterie stradali e non avrebbe messo in campo le iniziative adeguate a evitare danni alle persone da parte degli animali selvatici, in particolare dei cinghiali sottovalutando il pericolo del ripopolamento della zona.

Il problema delle colonie di cinghiali scatenati, da qualche anno, è entrato di diritto nel novero delle questioni di degrado urbano. La loro presenza, come dimostrano numerosi incidenti automobilistici e le denunce dei cittadini da ogni parte d'Italia, sta diventando un grosso problema che le istituzioni - anche a fronte del risarcimento imposto alla Regione Abruzzo - non possono più sottovalutare.

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