India, ragazzina muore dopo 68 giorni di digiuno: accusati i genitori

La 13enne si stava privando del cibo per rispettare una pratica religiosa molto diffusa tra i giainisti

Una ragazzina di 13 anni è morta dopo 68 giorni di digiuno e la sua famiglia è accusata adesso di essere responsabile del suo decesso. È successo in India, come racconta la Bbc.

Aradhana Samdariya, che seguiva una pratica molto diffusa tra i giainisti, minoranza religiosa indiana, è morta per un arresto cardiaco il 4 ottobre scorso, provocato dal prolungato digiuno. La tragedia ha suscitato enorme scalpore e le associazioni a difesa dei diritti dei bambini hanno chiesto l'arresto dei genitori, accusandoli di aver forzato la ragazzina a partecipare al rito.

Il capo della polizia locale Mattaiah ha detto che le accuse sono quelle di omicidio colposo e violazione del Juvenile Justice Act sulla protezione dei bambini. "La ragazza stava digiunando per il periodo sacro del Choumass. Il digiuno è considerato di buon auspicio dai giainisti. L'indagine riguarda rituali tradizionali e aspetti giuridici. Dobbiamo capire se la famiglia ha esercitato una qualche forma di coercizione sulla ragazza. Nessuno al momento è stato arrestato".

La famiglia di Aradhana, che rischia fino a 10 anni di reclusione, si è difesa sostenendo che la ragazza era molto religiosa. Ha raccontato il padre: "Lei aveva chiesto il permesso per l'upvas (digiuno). Le abbiamo chiesto di fermarsi dopo 51 giorni, ma non si è arresa. Il suo digiuno era volontario, nessuno l'ha forzata". Secondo l'attivista per i diritti dei bambini Achyuta Rao, la famiglia "avrebbe dovuto fermare la ragazza, non incoraggiarla".

Commenti

swiller

Mar, 11/10/2016 - 08:15

India altro paese di mentalmente spostati.