Inghilterra, non vuole aiutarlo col visto e la accoltella 50 volte

L'iracheno Dana Abdullah è stato condannato al carcere a vita per aver ucciso Avan Najmadeen, sua moglie straniera, per non aver voluto aiutarlo per la richiesta del visto inglese

È stato condannato al carcere a vita in Inghilterra dopo aver ucciso sua moglie con 50 coltellate perché lei, cittadina inglese, si sarebbe rifiutata di concedergli aiuto per il visto. La donna, madre di quattro bambini chiamata Avan Najmadeen, avrebbe detto all'avvocato che lo stava assistendo per il visto di non voler più collaborare. L'uomo, Dana Abdullah, un pedofilo e immigrato irregolare a Stafford ha cercato anche di simulare un incidente domestico. Infatti, dopo aver brutalmente ucciso la sua compagna l'ha cosparsa di spirito bianco e ha dato fuoco a tutta la cucina sperando che Avan fosse giudicata morta a causa di un terribile incidente domestico.

Così è fuggito in taxi fino a Liverpool, poi è andato a Glasgow dove si è consegnato alla polizia dicendo di essere un immigrato irregolare e non confessando il reato di aver ucciso la moglie ma sperando che le autorità lo rispedissero indietro nel suo paese. In questa maniera, secondo Dana Abdullah, si sarebbe evitata la pena.

L'uomo aveva già dei reati in Iraq dove nel 2013 fu torturato per aver abusato sessualmente di una bambina di 13 anni. La sua difesa ha usato proprio questo episodio per ottenere un attenuante sulla condanna dell'uomo. Infatti, anche dopo un esame psichiatrico è stato confermato che l'uomo avrebbe subito pesanti traumi dopo il trattamento subito in Iraq e ciò non avrebbe aiutato lo stesso a relazionarsi con le persone. L'avvocato si è inoltre battuto sul fatto che il suo assistito ha vissuto una vita miserabile ed estremamente difficoltosa, che è davvero pentito per ciò che ha fatto.

Il Mirror ha riportato le testimonianze di alcuni famigliari, in particolare del fratello che ha detto: "Quando Dana ha ucciso mia sorella Avan ha ucciso tutti noi. Mia madre, mio padre e anche i suoi bambini".

Tutte le attenuanti che il suo avvocato Charles Miskin ha provato ad ottenere non gli hanno però evitato una condanna pesante: l'uomo infatti dovrà scontare 18 anni e 6 mesi all'interno di un carcere inglese, questo è quanto stato deciso dalla Corte di Giustiza di Stafford.