Di insana e intoccabile Costituzione

Sui siti di Senato e Camera si vedevano ieri gli scomparsi presidenti della Repubblica ingolfati nell'elogiare la nostra Costituzione che, come la mummia di Lenin, appartiene al passato e richiede continui restauri. Ma poiché si lavora per una legge elettorale possibilmente onesta, quale migliore occasione per rilanciare il sospetto che la magna charta non sia intoccabile persino nella prima parte? È una Costituzione che, a causa del poco coraggio dei tempi in cui fu scritta, evita di partire dal dovere primario di garantire le libertà del singolo cittadino perché invece, a causa di motivi legati alla Storia, la Costituzione fu costruita non in difesa della libertà del singolo, ma come un totem per placare divinità oggi irrilevanti o scomparse come l'Unione Sovietica, il Vaticano della guerra fredda, gli imperi di lingua inglese. Fabbricata in modo pasticciato accigliato e perentorio, la Costituzione è rimasta un prodotto sottovuoto e decrepita fin da subito per quell'eccesso di gesso che serve a tenerla in piedi e che Roberto Benigni si poi è incaricato di trasformare in lapide di cartongesso: «La Costituzione più bella del mondo». L'opportunità di affrontarne la riscrittura totale, specialmente della parte detta l'Intoccabile, passa oggi come un treno che credevamo soppresso perché ci permette di appaiare le due facce della stessa medaglia: una legge elettorale e una Costituzione per restituire la libertà alla democrazia, come nei Paesi normali.

Commenti
Ritratto di manasse

manasse

Sab, 10/06/2017 - 15:57

sono d'accordo una costituzione che di basa sul lavoro anziche sulla liberta è sbagliata dall'inizio alla fine