Investimenti, le scelte di portafoglio per il 2016

Nonostante le nuove tensioni scatenate sui mercati dagli attacchi terroristici, ci sono alcuni punti fermi che possono aiutare gli investitori ad assumere decisioni di portafoglio per i prossimi 12 mesi. Iniziamo dalla Bce che proseguirà il suo programmo quantitative easing, cioè ad acquistare titoli di Stato della zona euro per 60 miliardi al mese fino, almeno, a settembre 2016. In parallelo, la Fed, la Banca centrale americana, dovrebbe iniziare a rialzare i tassi Usa da dicembre. Queste due tendenze dovrebbero far proseguire il rafforzamento del dollaro sull'euro: pertanto, per i prossimi 12 mesi, chi fosse sprovvisto di valuta americana potrebbe metterne un po' (tra il 5% e il 10%) in portafoglio (tramite fondi ed etf monetari in dollari) per diversificare il rischio e approfittare della rivalutazione del biglietto verde. Un'altra tendenza, frutto sempre del Qe della Bce, sarà quello di mantenere i tassi di interesse della zona euro bassi, agevolando gli investimenti delle imprese e i prestiti alle famiglie con conseguente aumento dei consumi: questa dinamica favorisce le imprese europee che dovrebbero quindi aumentare di più i margini di guadagno e i profitti. Infatti, le più un +6% per quest'anno e un ulteriore +8% per l'anno prossimo.I settori europei che nel 2016 dovrebbe registrare i miglioramenti maggiori in termini di crescita dei profitti sono la tecnologia (+15,2%), i beni di consumo e i servizi ciclici (+11,9%), le telecomunicazioni (+11%), i materiali di costruzione e di base (+10,6%) e l'industria (+9,8%). Alla luce di queste previsioni, quindi, in ambito azionario si consiglia di aumentare l'esposizione nell'azionario Europa: anche l'azionario Giappone dovrebbe essere privilegiato.Infatti, le aziende nipponiche dovrebbero beneficiare, esattamente come quelle europee, di una moneta (in questo caso lo yen) debole rispetto al dollaro, e del prezzo del petrolio basso (con i costi dell'energia ridotti). In più, le società giapponesi mostrano tassi di crescita degli utili 2016 attesi più alti (+10 /+12%) e una profonda trasformazione del fondo pensioni statale giapponese (Gpif), che è uno dei più grandi al mondo con oltre 1.000 miliardi di euro in attivo: il fondo, molto esposto ai titoli obbligazionari in yen, ha deciso di aumentare la quota in azioni (e quelle giapponesi figurano tra le preferite), in quanto i rendimenti dei bond sono vicino allo zero. Lo stesso problema che hanno le famiglie italiane abituate ai bot che ora offrono un rendimento praticamente nullo.Come cercare di spuntare rendimenti meno striminziti senza tuttavia stravolgere il proprio profilo di rischio? Tra le soluzioni che si possono segnalare ce ne sono tre. Puntare su un fondo obbligazionario globale che investe in titoli di Stato e obbligazioni di tutto il mondo. Un'altra opzione consiste nell'investire in un fondo obbligazionario flessibile. Si tratta di prodotti che possono investire in ogni tipo di obbligazione (governative, corporate bond, high yield, ecc.) senza dover rispettare un indice di riferimento (benchmark) al fine di cogliere le diverse occasioni che di volta in volta si presentano sui mercati. La terza soluzione, per la quale però si consiglia un orizzonte temporale di almeno tre anni (mentre per le due viste in precedenza bastano tra i 24 e i 36 mesi), è rappresentata invece dai fondi specializzati sulle obbligazioni convertibili che consentono di partecipare ai rialzi di Borsa, ma con una profilo di rischio inferiore all'acquisto di azioni.