Orlando, il musulmano che dona sangue durante il ramadan

Il manager d'origine egiziana su Facebook: "Solo insieme possiamo vincere contro terrorismo, estremismo e odio. Dono il sangue per i miei fratelli americani"

A volte la legge del taglione non vale. Perché rispondere all'odio con l'odio genera inevitabilmente altro astio, e quindi altro dolore e sofferenza. A volte - nonostante sia estremamente difficile - bisogna rispondere all'odio col bene. È questa la linea di condotta di molti cittadini americani, che si sono recati in ospedale per donare il sangue ai 53 feriti di sabato sera. Tra loro, il manager di Merrill Lynch Mahmoud ElAwadi, che su Facebook si è lasciato ad andare ad un lungo sfogo che sprizza orgoglio americano da tutti i pori. Il post ha riscosso 400mila "mi piace", ed è stato condiviso più di 200mila volte.

"Sì, il mio nome è Mahmoud", scrive ElAwadi, accompagnando il post con una foto di lui che sta donando sangue: "e sono orgoglioso di essere musulmano e americano". Pur celebrando il Ramadan, sacro mese della preghiera e del digiuno, Mahmoud, come centinaia di altri musulmani, si è recato in ospedale per donare il sangue.

"Sono arrabbiato per quello che è successo l'altra sera, e per le molte vite innocenti che abbiamo perso. E sì, sono triste, frustato e furioso che un folle che pretendeva di essere musulmano ha commesso un atto tanto orribile", continua nel post: "Ma oggi ho visto la grandezza di questo Paese, osservando migliaia di persone in fila sotto il sole cocente anche per 5-7 ore, in attesa di donare il sangue".

"Sì, questa è davvero la nazione più grande del mondo: ho visto persone di età differenti, compresi i bambini, aiutare i donatori con acqua, cibo e ombrelli per ripararsi da soli. Ho anche visto donare i veterani, e donne musulmane portare cibo e acqua per i donatori".

E infine: "Mettete da parte i colori, le religioni, le differenze etniche, l'orientamento sessuali e la visione politica: solo UNITI possiamo vincere contro coloro che cercano di farci del male".

Il post, simbolo della forza d'animo degli americani, è correlato di centinaia di commenti entusiastici. In questo clima di unità e amore fraterno, tuttavia, stona l'impossibilità per legge di donare sangue da parte dei cittadini omosessuali - i più colpiti dalla strage di Orlando.