Ira di Sgarbi contro Patronaggio: "Usa metodi intimidatori"

Vittorio Sgarbi contro la procura di Agrigento: "Chiederò al Guardasigilli di inviare gli ispettori".

Torna al centro dell’attenzione mediatica la procura di Agrigento, la stessa dalla quale nello scorso mese di agosto è fuoriuscita l’inchiesta che ha visto coinvolto il ministro Matteo Salvini.

Questa volta è Vittorio Sgarbi a chiamare in causa il procuratore di Agrigento, Luigi Patronaggio. Il critico d'arte, che fino a pochi mesi fa è stato assessore della giunta Musumeci in Sicilia, ha attaccato lo stesso Patronaggio reo, secondo Sgarbi, di aver attuato un vero e proprio atto intimidatorio nei confronti di Giuseppe Arnone. Arnone è l'avvocato balzato negli anni ‘90 agli onori della cronaca per via delle tante battaglie ambientaliste. Esponente storico della sinistra agrigentina, nel periodo in cui Sgarbi è stato assessore alla Regione Arnone è stato consulente del critico d'arte. I due hanno collaborato negli scorsi mesi e continuerebbero ad essere in buoni rapporti.

Nella puntata di Quarta Repubblica andata in onda lo scorso 17 settembre, in cui Vittorio Sgarbi è stato ospite, il critico d'arte ha annunciato una serie di esposti a firma dell’avvocato Arnone che chiamano in causa lo stesso Patronaggio. "Tre giorni dopo Patronaggio - ha tuonato Sgarbi in una nota - senza alcuna riserva per l’evidente conflitto d’interesse essendo lui stesso coinvolto, e con gesti che hanno tutti i crismi dell’intimidazione, ha chiesto al Tribunale di Sorveglianza la revoca dell’affidamento ai servizi sociali dello stesso Arnone colpito da una condanna per diffamazione". Secondo la Procura della Repubblica di Agrigento, Arnone avrebbe ripreso la sua attività diffamatoria per mezzo dei social celandosi dietro falsi profili. Ma Sgarbi contesta la motivazione della richiesta effettuata dalla Procura agrigentina: "È chiaro come Patronaggio abbia perso uno dei requisiti fondamentali per esercitare l’azione giudiziaria: la serenità - ha tuonato Sgarbi - Per questo annuncio che chiederò al ministro della Giustizia l’invio degli ispettori ad Agrigento".

Uno scontro a tutto tondo dunque, che promette e premette nuovi colpi di scena. Del resto ad Agrigento sanno bene come, tra Arnone e la Procura, i dissidi vanno avanti da anni. Con la sovraesposizione mediatica della stessa procura nei mesi scorsi, per via del caso Diciotti, la situazione sotto questo profilo potrebbe riservare nuovi "round".

Commenti

Epietro

Ven, 28/09/2018 - 19:48

Ma adesso sistemerà tutto il vice di Mattarella.

giovanni951

Sab, 29/09/2018 - 07:45

mica solo lui

Ritratto di Azo

Azo

Sab, 29/09/2018 - 08:17

Dicono di Salvini, ( Che è stato chiesto dalla popolazione per pulire il paese dalla migrazione selvaggia V0LUTA DAI FALSI DEMOCRISTIANI PER DESTABILIZZARE IL PAESE ), che è un FASCISTA, MA """IL VERO FASCISMO STA TRA I MAGISTRATI, SPECIALMENTE TRA QUELLI SICILIANI. ANCHE SE Mattarella, LO NEGA"""!!!

mariod6

Sab, 29/09/2018 - 10:20

Il Presidente della repubblica, magistrato e capo del CSM, chiede ai suoi colleghi di non fare politica e questi in spregio assoluto della sua indicazione ne combinano di ogni tipo. La difesa del partito comunista è d'obbligo come viatico alla carriera nei tribunali. Per soprammercato si sono auto nominati un vice-presidente più rosso di un pomodoro maturo, non certo per la vergogna. E questa la chiamano democrazia, somiglia al sistema di Pol Poth.