«In Italy», l'app fa il giro del mondo

Viaggio virtuale dietro le quinte del mobile italiano alla scoperta di segreti mai svelati prima

Cinque case da sogno, ambientate in cinque località da favola e, soprattutto, a portata di smartphone. Un «giro d'Italia per l'Italia», dice l'architetto Dario Curatolo, che ha coordinato il progetto In Italy , prima app dedicata all'unicità della produzione italiana e del design, per «Four in the Morning».

Com'è noto, il debutto è avvenuto al Salone del Mobile dello scorso aprile e gli effetti sono stati davvero speciali.

Le case virtuali sono state ambientate a Milano, Venezia, Roma (Colli Albani), davanti al palazzo arcivescovile di Lecce e in Val d'Orcia. E per la prima volta, 64 aziende si raccontano al mondo presentandosi come sistema dell' Italian lifestyle visto da dietro le quinte. Storie uniche, autentiche, affascinanti, talvolta incredibili. La grande app multimediale, inoltre, contiene oltre 120 video che raccontano la storia delle aziende e l'eredità artigianale di ogni singolo prodotto. E consente, infine, di interagire con video e prodotti per scoprire tutti i segreti delle varie fasi di lavorazione.

«Non è il solito filmato che presenta un arredamento o un prodottio qualsiasi, ma il film - che non è di fantasia - di tutte quelle che sono le realtà industriali e artigiane del nostro settore - dice Roberto Snaidero, presidente di FederlegnoArredo Eventi - In Italy , quindi, è un progetto che, attraverso questa app, consente di vedere il singolo oggetto, dal design al processo di lavorazione, a chi lo produce. Se consideriamo che le nostre imprese, a maggioranza, sono medio-piccole, questa è una grande opportunità: attraverso questo mezzo audiovisivo, infatti, hanno la possibilità di farsi conoscere dal grande pubblico. Una vera e propria vetrina di molte eccellenze che forse in pochi conoscono».

Il progetto è stato realizzato grazie alla collaborazione con Italian Trade Agency (ex Ice) che diffonderà il filmato (la stessa cosa faranno le nostre ambasciate) in tutte le sue sedi sparse nel mondo. Una campagna promozionale senza precedenti dopo l'idea geniale sulla quale FederlegnoArredo Eventi ha investito risorse importanti.

«L'idea, nata in FederlegnoArredo Eventi - continua Snaidero - è stata affidata all'architetto Curatolo, il quale ha ottenuto risultati eccellenti. Ovviamente siamo appena partiti, ma sono convinto che l'impatto sarà notevole nel panorama internazionale di tutto l'arredamento made in Italy . L'app In I taly sarà presentata anche a Mosca in ottobre, in occasione dei Saloni WorldWide».

E veniamo al protagonista. «Gli elementi fondamentali che hanno ispirato la filosofia di questo lavoro - spiega Dario Curatolo - sono il paesaggio italiano e il mobile, inteso come prodotto di design, che nasce portandosi dietro tutta la storia dell'azienda. In sostanza abbiamo raccontato cinque appartamenti virtuali, ambientati in luoghi suggestivi, dove tuttavia non potrebbero esistere. E così, guardando i filmati, possiamo trovare l'intervista all'imprenditore che racconta la storia degli oggetti. Spesso sono storie di famiglia, aziende forse nate nei sottoscala e che oggi sono diventate realtà internazionali e magari gestite dalle seconde, terze o quarte generazioni».

Oltre alle rispettive storie aziendali, gli imprenditori spiegano perché producono questi oggetti, perché continuano a farlo in Italia, perché continuano a credere in questo Paese. Poi, in un altro video, un designer racconta il suo rapporto con l'impresa, le sue proposte.

«La cosa che mi ha colpito di questi filmati - aggiunge Curatolo - è la passione degli imprenditori. Ci sono personaggi che sono entrati in azienda da ragazzini e che oggi hanno ruoli ai massimi livelli. In altre parole troviamo le risposte a tutti i perché. Un viaggio dietro le quinte alla scoperta di realtà e segreti, quasi mai svelati, attraverso circa 120 film che poi sono la storia quotidiana dell'azienda stessa, dalle maestranze ai professionisti del design. Noi italiani siamo abituati a stare dentro la bellezza e queste storie ne sono la grande e piacevole conferma. Aggiungo che anche quando facciamo delle cose che non sono proprio opere d'arte, ci andiamo sempre molto vicini...».