Il KitKat Nestlè rischia di perdere il “marchio comunitario”

Per la corte del Lussemburgo le barrette Kitkat non sono “uniche” in tutti gli Stati dell’Unione Europea

KitKat rischia di perdere il riconoscimento di "marchio comunitario". La particolare forma a quattro dita che caratterizza lo snack prodotto dalla Nestlè non è distintiva in tutti gli Stati membri dell'Unione Europea.

Lo ha stabilito il Tribunale dell’Ue con una sentenza emessa oggi con la quale si chiede all’Euipo (Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale) di riesaminare la decisione presa nel 2002 quando la Nestlè ottenne il riconoscimento del marchio comunitario per la forma del suo prodotto dolciario. Nel 2007, ricorda La Stampa, Cadbury Schweppes (ora Mondelez) contestava la natura caratteristica della forma delle barrette di cioccolato chiedendo l'annullamento della registrazione. Richiesta respinta dall’Euipo nel 2012 ma ora il Tribunale di Lussemburgo ha disposto diversamente.

Secondo l’organismo di giustizia di Lussemburgo, "nel caso di un marchio che, come il marchio della Nestlé, non ha carattere distintivo intrinseco nell’insieme dell’Unione, la prova del carattere distintivo acquisito tramite l’uso deve essere fornita in tutti gli Stati membri interessati". Sulla base di questa premessa occorre che tutti i Paesi in cui è venduto il prodotto, i consumatori lo vedano come «unico». Nel caso specifico è stato dimostrato che il marchio ha acquisito un carattere distintivo in 10 Paesi (Austria, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Regno Unito, Spagna e Svezia). L’Euipo si è pronunciato senza verificare che altrettanto è avvenuto in Belgio, Irlanda, Grecia e Portogallo e, ora, Nestlè può appellarsi alla Corte di giustizia, oppure convincere i golosi di questi Paesi che le barrette Kit Kat sono uniche.