L'accusa alla famiglia di Veronica: "Speculano sulla morte di Loris"

Per la Polizia la coppia Antonella Stival-Giovanni Penna avvia una "spasmodica ricerca di testimoni che possano affermare di aver visto, quella mattina, la donna accompagnare il bambino a scuola"

Un proprietario di un bar che "esclude categoricamente di aver visto" Veronica Panarello passare davanti all’esercizio commerciale o una commerciante che conferma di "avere visto raramente Veronica Panarello entrare l’auto all’interno del garage". Sono alcune delle testimonianze raccolte da polizia e carabinieri di Ragusa nell’informativa agli atti dell’avviso di conclusione indagini della Procura sulla morte del piccolo Loris di 8 anni, il cui corpo è stato trovato il 29 novembre dello scorso anno a Santa Croce Camerina, nel ragusano. Per l’omicidio è indagata la madre, attualmente detenuta nel carcere di Agrigento. Dall’informativa emerge il forte scontro verbale tra i genitori della vittima intercettati in carcere. Inoltre, secondo squadra mobile e carabinieri alcune partecipazioni di familiari della donna accusata a trasmissioni televisive "avrebbero un fine economico", ma anche quello di "convincere l’opinione pubblica dell’innocenza di Veronica".

Anche l’omicidio del boss della ’Ndrangheta, Michele Brandimarte, ucciso a Vittoria (Ragusa) il 14 dicembre del 2014 trova spazio nelle 260 pagine di informativa che la Polizia di Ragusa ha consegnato in Procura. Sarebbe la prozia del piccolo Lorys, Antonella Stival che con il compagno, Giovanni Penna "al fine di sostenere ad ogni costo l’innocenza di Veronica, si appigliano a qualsiasi accadimento, ivi compreso l’omicidio avvenuto a Vittoria il 14 dicembre 2014 ai danni del calabrese Brandimarte Michele, arrivando a sostenere, senza alcun dato di fatto, che a costui, ucciso perchè implicato in un traffico di armi e droga, potrebbe essere collegato il nipote Davide (padre di Lorys e marito di Veronica Panarello), autotrasportare e pertanto
utile allo scopo. Il tutto ipotizzando che il bambino sia stato ucciso per vendetta nei confronti del padre che si è rifiutato di trasportare droga per conto della mafia".

Per la Polizia la coppia Antonella Stival-Giovanni Penna avvia una "spasmodica ricerca di testimoni che possano affermare di aver visto, quella mattina, la donna accompagnare il bambino a scuola. La fantasia e la spietatezza della Stival non hanno limiti; in un colloquio intrattenuto con un’amica ipotizzano addirittura, la possibilità che la Panarello possa essere stata colta da malore, in carcere, perchè avvelenata". Anche la prozia, Antonella Stival, parteciperà a diverse trasmissioni televisive ma per gli uomini della Mobile di Ragusa "mentre la partecipazione ai programmi televisivi da parte della madre Anguzza Carmela e della sorella Panarello Antonella ha un chiaro fine economico, quella di Antonella Stival, ha quale fine quello di convincere l’opinione pubblica dell’innocenza di Veronica e con molta probabilità per un presenzialismo ed egocentrismo marcato della Stival. Il loro atteggiamento, chiaramente dettato dall’astio nei confronti della famiglia Stival e dall’egocentrismo è costantemente proteso a tale screditamento - concludono gli inquirenti - , tant’è che in tutti i modi cercano di convincere Veronica a denunciare il marito reo, secondo loro, di averla colpita con un pugno nel corso del colloquio". A quanto pare la sorella e la madre di Veronica venivano pagate due o tremila euro ad intervista nei salotti di Canale 5 di Barbara D’Urso, Domenica Live e Pomeriggio 5. "E' come se ci dessero uno stipendio", dicevano. Previsti anche "regalini" di vario genere e persino il pagamento di cure mediche.