L'allarme dell'intelligence: "Vogliono colpire il Papa in Repubblica Centrafricana"

Servizi di intelligence hanno lanciato l'allarme terrorismo. Nel mirino dei gruppi islamisti il viaggio di Bergoglio del 29 novembre

L'allarme è stato lanciato. E pare possa essere molto serio. I servizi di intelligence temono un attentato terroristico contro papa Francesco quando sarà nella Repubblica Centroafricana dove, il prossimo 29 novembre, anticiperà l'apertura del Giubileo straordinario nella cattedrale di Bangui. Secondo alcuni servizi d'intelligence europei, di cui dà conto l'Huffington Post, "il rischio di un attentato è altissimo e bassissima la capacità delle forze di sicurezza locali di prevenirlo e di stringere una cintura di protezione sufficientemente affidabile intorno alla cattedrale e alla folla che vi si radunerà". Sebbene sia stato informato del rischio, Bergoglio non vuole proprio cancellare il viaggio.

Secondo le fonti sentite dall'Huffington, "gli apparati di sicurezza della Santa Sede hanno già inviato a Bangui un team per verificare tutte le opzioni necessarie a tutelare l’incolumità del pontefice e ridurre il più possibile i rischi per i fedeli che vi si riverseranno in occasione di questo evento che per la Chiesa africana è considerato epocale". Gli organizzatori prevedono, infatti, centinaia di migliaia di pellegrini provenienti da Ciad, Camerun, Sudan e Sud Sudan Congo. Tutti Paesi dove, negli ultimi anni, hanno proliferato gruppi di jihadisti che adesso guardano con favore ai tagliagole dello Stato islamico e ai sanguinari assassini di Boko Haram.

A preoccupare gli apparati d’intelligence e di polizia non è solo il viaggio nella Repubblica Centroafricana. Adesso gli obiettivi sono puntati sul Giubileo che comincerà l'8 dicembre con l'apertura della Porta Santa nella Basilica di San Pietro e che terminerà il 20 novembre 2016. Dopo gli attacchi di Parigi, dove i terroristi hanno ammazzato oltre 130 persone, il Viminale ha deciso di agire su tre livelli. Al primo livello ci sono "massimo controllo del territorio, aumento visibile della presenza delle forze di polizia nella città (riguarda anche Milano), ricorso ad ogni mezzo e strumento di prevenzione e repressione senza sconti contro gli elementi ritenuti pericolosi (controlli, perquisizioni, provvedimenti di espulsione)". Insomma, spiegano, "una strategia muscolare che ha lo scopo di dare un messaggio di rigore estremo a terroristi e fiancheggiatori, con l’obiettivo di tagliare le gambe ad ogni possibile progetto di azione nella capitale e nel resto del paese". Al secondo livello, invece, c'è la parte più delicata della strategia, quella cioè che mira a "preparare la popolazione alla possibilità che un attacco possa comunque avvenire, tutelando da una parte la normalità della vita quotidiana e dall’altra trasmettendo alla gente la necessità di mantenere alta l’attenzione in tutti i luoghi pubblici". L'ultimo livello della strategia è legato all'"aumento esponenziale dell’attività d'intelligence, sia nel settore umano che in quello informatico". Ma questo punto dovrebbe prevedere più risorse in termini di personale e strumenti. Ma, anche con più risorse sul campo, il monitoraggio diventa sempre più difficile. Anzi, impossibile.

Commenti
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ottimoabbondante

Dom, 15/11/2015 - 21:37

Embé caro Cisco. Hai predicato l'accoglienza e la solidarietá per questi lazzeroni. Sei andato pure a Lampedusa per riceverli. Che vorresti ora???? Ti sei consigliato con il tuo amico scalfari sul da farsi. Questi sono i risultati. Ora sinceramente, della tua salute non me ne fraga un ciufolo.

nunavut

Dom, 15/11/2015 - 21:49

Se fosse vero voglio vedere come discuterà con i suoi amici mussulmani!!! spero che riesca per potercelo raccontare.

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Loudness

Dom, 15/11/2015 - 22:21

Preghiamo frateli e sorele

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Ivano Colzani

Dom, 15/11/2015 - 22:28

Forse avremo il secondo papa canonizzato nel giro di un quinquiennio.

Blueray

Dom, 15/11/2015 - 23:17

Ciò che mi turba non sono le forze di sicurezza di Bangui ma i politici di casa nostra che sono lontani mille miglia dal problema, e se qualcosa succedesse qui non avrebbero la forza di prendere una decisione che sia una!

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Giano

Lun, 16/11/2015 - 09:25

Ma no, quando mai, Bergoglio non ha paura, dice che sono "nostri fratelli". Beh, sì, anche Caino e Abele erano fratelli, ma non stiamo a sottilizzare.

linoalo1

Lun, 16/11/2015 - 09:45

Basta,gridare 'Al Lupo'!!!!!Qualcuno si rilegga la relativa Favola!!!!

paolonardi

Lun, 16/11/2015 - 09:52

Potrebbe essere la volta che i nostri cerebrolesi sinistri potrebbero ripensare, con i pochi neuroni che hanno, alle loro ottuse posizioni sugli islamici; forse.

antipifferaio

Lun, 16/11/2015 - 10:40

Perchè ora non accogli un figlio di Allah in Vaticano?.....Mmmmmmh ho l'impessione che d'ora in glisserà sull'argomento accoglienza......