Lanciavano bimbi nella cuccia del cane: a processo proprietari di un asilo

Due fratelli, proprietari di un asilo nido a Roma, sono finiti sotto processo per aver maltrattato e offeso pesantemente 16 bambini

Lanciavano i bambini con noncuranza sul tappetino della cuccia del cane e li riempivano di insulti:"Brutta, non lo vedi quanto sei brutta", "negro", al bimbo di colore, "mongoloide, frocio". Senza parlare delle allusioni sessuali. Eppure le piccole vittime avevano da pochi mesi fino a un massimo di tre anni. La procura _ scrive Il Messaggero - ha chiesto il giudizio immediato per i due imprenditori fuorilegge, Silvia e Eligio Scalas, fratelli e fino a giugno gestori di un asilo nido al Pigneto, ora chiuso.

I due imputati erano stati arrestati lo scorso 13 giugno su richiesta del pm Claudia Alberti. Ora entrambi, accusati di percosse e maltrattamenti, hanno chiesto di essere giudicati con il rito abbreviato, dopo la scelta del pm di respingere la proposta di patteggiamento. I bimbi rimasti vittima delle angherie dei due educatori sono in tutto 16.

Secondo l’accusa, i gestori avrebbero trasformato le ore del gioco e dello svago in un incubo. All’ingresso dell'aula a un bambino con problemi fisici veniva rivolta spesso la stessa domanda:"Come ti chiami?". Interrogativo cui il piccolo doveva rispondere "Mongoloide". Parola cui seguivano di routine le risate dei finti educatori. Oltre alle offese, la coppia schiaffeggiava i piccoli, tenendoli in una condizione igienica precaria.

A incastrare i due fratelli sono stati i filmati delle micro telecamere piazzate dagli agenti della Polaria di Fiumicino. Tra i bambini scorrazzava anche un cane con una cuccia dove i piccoli entravano liberamente, vista la completa assenza di controlli.