L'Appia a piedi: da Roma a Brindisi

Pronta la nuova tracciatura. Una mostra a Roma e il libro di Rumiz. Franceschini: "A ottobre il percorso sarà pronto"

E' stata maltratta e nascosta, ma conserva una bellezza emozionante: di storie, visi, pietre, colori. L'Appia, la strada del sud, il cammino dei pellegrini, dei crociati e degli Arcangeli. Regina viarum dei due mari. Una mostra all'Auditorium di Roma - "L'Appia ritrovata, in cammino da Roma a Brindisi" , fino al 18 settembre - ne ripercorre tutto il tragitto fino a Brindisi. Un percorso a piedi, tappa per tappa, chilometro per chilometro, quasi metro per metro, perché questa è la velocità di chi cammina, un mese per andare da Roma all'antico imbarco verso Gerusalemme. Ventinove tappe, percorse dal giornalista e scrittore Paolo Rumiz, con la tracciatura di Riccardo Carnovalini, affiancati dal regista Alessandro Scillitani e dall'architetto Irene Zambon. Una tracciatura riprodotta su quella già esistente, ma finalmente verificata in tutto il percorso e disponibile online per chi vuole mettersi in cammino a piedi da Roma verso sud, e viceversa. Il viaggio è diventato anche un libro, "Appia", di Rumiz, edito da Feltrinelli, e un film di Scillitani, "Il cammino dell'Appia antica", questa sera in prima nazionale allo spazio Maxxi Corner di Roma. Ventinove giorni e 611 chilometri di cammino attraverso tratti di basolato romano, antichi templi, rocce a picco, industrie come L'Ilva, bellezze e sfregio del paesaggio. Norma, Terracina, Taranto, e poi ancora verso sud lungo la Puglia. Entro ottobre, ha garantito il ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini, il percorso sarà pronto.

Ma quello che è necessario ora è far partire una degna promozione turistica: il cammino Basilicata coast to coast, tracciato cinque anni fa da Carnovalini, non è minimamente curato dalla Regione Basilicata e tantomeno dallo Stato. Eppure "ogni settimana almeno due persone mi scrivono per avere le mappe", racconta il camminatore fotografo. Nella mostra fotografica si respira lo spirito che anima i grandi cammini. Distese di asfalto, il refrigerio dell'acqua, ma anche scorci unici sul mare, le scarpe un po' sformate dai chilometri, le chiacchiere con la gente incontrata. Un'esperienza "magnifica e terribile", la raccontano i protagonisti.