L'arte di allenare è un mestiere italiano Governare no

Gli allenatori italiani sono ormai un marchio riconosciuto del made in Italy, come le scarpe e la cucina. Ma quello che manca alla politica di questi tempi è soprattutto una visione. E il coraggio

L'arte di allenare è un mestiere italiano. Non si conta, ma si pesa, perché è qualcosa di più di una moda passeggera. È qualcosa che risale ai capitani di ventura, gente di armi e di mestiere, che sapeva come chiedere agli uomini più del possibile, chi con la frusta e chi con il sorriso, con il carisma, ma con la capacità di immaginare quello che sarebbe accaduto, maniacali nelle tattiche, perché non è prudente affidarsi troppo alla fortuna. Gli allenatori italiani piacciono al mondo, e il mondo li importa, li chiama, perché bene o male ci mettono la faccia, perché da secoli conoscono il fattore umano, perché fanno le imprese che non ti aspetti, perché non si fidano mai dell'avversario, perché soprattutto sanno fare squadra e se sbagliano lo fanno da professionisti.

I Conte, gli Ancelotti, i Ranieri, i De Biase, i Mazzarri, i giramondo come Walter Zenga sono ormai un marchio riconosciuto del made in Italy, come le scarpe e la cucina. Non è solo una questione di vittorie, ma di visione della vita, di quel finto cinismo carico di sogni e passione. Gli allenatori italiani inventano scenari e ci giocano a scacchi. Non sono in genere integralisti e quando le cose vanno male ricorrono al buon senso. Qualche volta cercano alibi, ma in privato non si fanno sconti. È gente che sarebbe piaciuta a Machiavelli, non perché il fine giustifica i mezzi (non lo ha mai detto) ma perché incarnano lo spirito della politica.

Allenare è come governare, ma senza il santo fardello della democrazia. Allenare chiama in causa la leadership, che è fatta di visioni e di gestione, di uomini e progetti. Eppure noi, così bravi a governare in panchina, annaspiamo nel trovare capi di partito e amministratori. Ci facciamo incantare da un parolaio che si veste da rottamatore. È un paradosso che inglesi, francesi e tedeschi ci rimproverano e non capiscono. Non li si può biasimare, perché quello che manca alla politica di questi tempi è soprattutto una visione, dare un significato concreto alle azioni di governo, immaginare mondi possibili. Manca questo e manca il coraggio. Manca il buon senso. Forse perché di questi tempi la politica attira e seleziona un'altra schiatta di antica professione, non i capitani di ventura, ma i cortigiani.

Commenti

sottovento

Mer, 17/08/2016 - 16:00

Il calcio non mi interessa ma se si parla di buoni allenatori mi auguro che gli italiani sappiano allenare il proprio cervello a capire perché bisogna votare NO al referendum e successivamente (si spera) a votar bene in caso di elezioni nazionali per liberarsi del governo Pd-abusivo di Renzi & Co.

settemillo

Mer, 17/08/2016 - 16:45

Come si fa ad affidare il governo di una nazione(ormai ridotta al lumicino) ad un gruppo di incompetenti? Ormai siamo alla frutta, ma quella bella MARCIA!

Ritratto di perSilvio46

perSilvio46

Mer, 17/08/2016 - 16:55

Vero! L'ultimo governante italiano degno di questo nome è stato SILVIO BERLUSCONI, poi, il buio. E, con renzi, anche il ridicolo.

ulissedibartolomei

Mer, 17/08/2016 - 17:04

Gli italiani "buoni" nell'insegnare ad altri, sono generalmente "più buoni", in quanto la circospezione (comprendere difetti e migliorie funzionali in questo caso) l'hanno allenata in una società dove temere la truffa è la norma e quindi la mente attenziona continuamente il "dettaglio", anche se il rischio contestuale non lo giustifica. In politica è diverso: una mente sveglia si innamora di sé e diventa facilmente esibizionista...

aitanhouse

Mer, 17/08/2016 - 17:08

STIAMO SCHERZANDO? un allenatore di calcio ha fatto un percorso ad ostacoli pazzesco ,di solito ha iniziato la carriera su quei campi dove resistere sulla panchina fra presidenti ricchi ed ignoranti ed un pubblico ai limiti della legge, è da eroi:una gavetta che scoraggerebbe chiunque ;arrivare nella massima divisione è solo per pochi che hanno avuto coraggio,intelligenza e furbizia. Sarebbero queste le doti di chi ci governa? trascinati in parlamento da una legge elettorale anticostituzionale o messi a capo di un'istituzione a modo di un gingillo informe su di un mobile ormai instabile e scolorito.

Duka

Mer, 17/08/2016 - 17:41

Beh questo che è stato impoltronato e basta ha già ampiamente dimostrato quanto nulla vale. Se vogliamo continuare così il traguardo sarà un tuffo nella latrina.

mariolino50

Gio, 18/08/2016 - 09:48

Se sente la democrazia come fardello per caso le piace la dittatura, a mio avviso siamo già oltre la democrazia, e vicini alla dittatura, se passano le cosidette riforme, i costituenti si rivoltano nella tomba, ne saremo ancora più lontani. La legge elettorale assomiglia tanto alla legge Acerbo che aprì la porta al fascismo.

Mario Mauro

Dom, 21/08/2016 - 11:44

Scusi, caro sottovento, a mio avviso è il cervello degli italiani che intendono votare per il no che dovrebbe allenarsi meglio. Intanto giù Renzi, che personalmente amo quanto il mal di denti, è facile che arrivi Di Battista, o crede che tutti si precipiteranno a votare FI o la lega? Lei preferisce i 5 stelle? Ma anche se per avventura vincesse Berlusconi sarebbe impotente a governare perchè le sinistre varie grazie alla costituzione più bella del mondo non glielo permetterebbero come non glielo permisero allora. E continuerebbe il casino, con quel cui assistiamo ogni giorno e peggio.

conviene

Dom, 21/08/2016 - 12:23

Ha perfettamente ragione. Basta pensare a come ha governato Berlusconi!!!!!!!!!!!!!!!